I genitori di Serena Polverari
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I genitori di Serena Polverari

SANT’IPPOLITO  Nel decimo anniversario della morte di Serena Polverari, vittima a 21 anni di un maledetto incidente stradale a Pian di Rose di Sant’Ippolito a poca distanza da casa, a Castelsantangelo sul Nera con una messa officiata da don Fabio Pierleoni della parrocchia Cristo Lavoratore di Fermignano, alla presenza delle autorità civili e religiose, è stata posata la prima pietra della nuova sala di culto offerta alla cittadina dall’associazione intestata a Serena che tutti ricordano per il suo sguardo solare, la sua bontà e la voglia di vivere. Mamma Lorena e babbo Marziano hanno saputo grazie alla fede trasformare il loro immenso dolore per la perdita dell’unica figlia in un canto di vita attraverso il dono di sè stessi agli altri. «Cone associazione abbiamo raccolto i primi 70mila euro per la nuova chiesa a Castelsantangelo sul Nera» racconta la signora Lorena. «Il nostro incontro con quella terra martoriata dal terremoto è avvenuto in quanto volontari della protezione civile di Sant’Ippolito, oggi lo siamo ancora anche se inquadrati nel gruppo del CMA di Barchi di Terre Roveresche». Una storia singolare ha vissuto anche la statua della Madonna del Dono alla quale i castellani sono particolarmente fedeli. «Con il crollo della chiesa i vigili del fuoco in un primo momento non ritrovarono quella statua che invece balzò fuori, non si sa come, quasi in modo miracoloso, qualche tempo dopo. Era stata danneggiata ma non in modo compromettente. Arrivò a Sorbolongo, frazione del nostro Comune, dove venne restaurata bene. Cominciammo un lungo pellegrinaggio in tutto il Montefeltro e la gente iniziò a donare i soldi spontaneamente per il progetto che avevamo a cuore di costruire una chiesa nuova a Castelsantangelo sul Nera. Il primo passo lo abbiamo fatto con la posa della prima pietra in cui è inciso il nome di Serena in occasione del decennale della sua morte. Devo dire che la gente della nostra provincia ha risposto in maniera generosa. Adesso che le pratiche burocratiche sono state completate i lavori possono iniziare. Tutti insieme vogliamo lasciare in quelle terre un bel segno di generosità e solidarietà come hé già avvenuto in tante altre realtà d’Italia». Si tratta di una storia commovente e partecipata. Un grande esempio di vita pensando ai genitori di Serena e a quanti li seguono. «Abbiamo voluto dare un senso alla nostra vita piuttosto che lasciare il posto alla disperazione che non ci avrebbe portato lontano» sottolinea mamma Lorena. Ogni volta che si passa davanti al luogo dell’incidente che segnò la fine di Serena, dove é presente, lì è presente una piccola Madonna sempre adorna di fiori il ricordo torna a quel terribile giorno. Un incidente, tra l’auto guidata da Serena e un furgone che proveniva con senso di marcia contraria, all’apparenza privo di ogni logica per quanto la strada bagnata forse finì per completare il progetto di un destino beffardo. Senza retorica alcuna il ricordo di Serena e l’amore per lei sono presenti grazie anche alle tante iniziative di beneficenza promosse sul territorio.

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