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FOSSOMBRONE «Sono insegnante e mamma di tre figli. Chiamata a scuola con un contratto Covid. Il che sta a significare che se la scuola blocca le lezioni per emergenza sanitaria mi ritroverò non solo senza stipendio ma anche impossibilitata a chiedere lo stato di disoccupazione all’Inps. Una situazione incredibile che calpesta qualsiasi diritto del lavoratore che a sua volta non sa come potrà far fronte alla propria famiglia senza poter contare nemmeno su un solo euro». Piovono segnalazioni disperate al coordinamento degli insegnanti precari sempre più preoccupati «perché nessuno si occupa della nostra realtà di fatto drammatica e tutto procede come se nulla fosse. Ci saremmo aspettati prese di posizione inequivocabili anche sul fronte sindacale. Siamo stati lasciati soli in preda al panico». Per non parlare poi di tutti i disguidi «che su più fronti si sono verificati  a causa di una serie di errori nelle graduatorie provinciali con insegnanti che chiamate il mattino, al termine delle lezioni si sono sentite dire che quella supplenza era da considerare nulla come se niente fosse successo nonostante quella stessa prestazione di lavoro avesse in diversi casi richiesto la percorrenza di diversi chilometri per raggiungere la sede indicata e le spese conseguenti». Un caos che sa dell’incredibile «se si tiene conto che c’é stata una revisione nella valutazione dei titoli culturali valutati regolarmente negli anni precedenti e all’improvviso decurtati o cancellati al momento di rinnovare e aggiornare le graduatorie provinciali. Tutto su preciso mandato del ministero della pubblica istruzione. Quanto successo avrebbe come minimo comportato chissà quali proteste e movimenti di piazza se fosse stato al governo qualsiasi altro governo. Tutto tace anche di fronte a provvedimenti sulla cui legittimità c’è molto poco per non dire nulla da aggiungere». Il documento ufficiale di protesta, che a onor del vero appare agli occhi di chiunque più che legittima e motivata parla di «docenti precari umiliati dalla clausola Covid: nessun indennizzo se la scuola chiude. Sei precario e ti assegnano una cattedra temporanea a scuola? Se l’istituto chiude e le attività didattiche in presenza sono sospese causa coronavirus, il contratto di lavoro a tempo determinato si interrompe, il docente precario a cui era stata assegnata la supplenza viene licenziato “per giusta causa” e senza diritto ad alcun indennizzo. Con le scuole riaperte dopo la chiusura forzata per l’emergenza coronavirus, si fa un gran parlare di cattedre vuote da riempire, ma la realtà della scuola pubblica è anche questa. Il Covid non sta portando via solo le vite dei nostri amati nonni che ci aiutano ad arrivare a fine mese, ma ci sta portando via ogni diritto e prospettiva». E pensare che tanti docenti hanno passato l’estate a studiare per acquisire costosissime certificazioni finite nel vento senza un perché.

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