No alla clinica privata a Fano, prove di asse da sinistra a M5s. Lo si legge nella filigrana di un intervento sottoscritto da un gruppo di amministratori pubblici in carica in precedenti mandati. Oltre al no alla clinica privata (i suoi 50 posti letto dovrebbero invece potenziare il Santa Croce), la lettera aperta chiede che la sanità resti pubblica, ribadisce una primogenitura dello stop al progetto dell’ospedale unico e apre al dibattito sul ruolo di Marche Nord. Un filone di confronto, quest’ultimo, avviato dal recente intervento dell’assessore regionale Stefano Aguzzi, che ha ipotizzato il superamento di azienda ospedaliera e Area Vasta per il possibile ritorno alla struttura organizzativa unica. «Meglio tardi che mai – inizia l’intervento degli ex amministratori pubblici – Apprendiamo con piacere che il sindaco di Fano, Massimo Seri, e l’assessore regionale Stefano Aguzzi dicono oggi quello che noi diciamo da molti anni. Finalmente si capisce che l’ospedale è il tetto, che per questo deve poggiare sulle solide basi della sanità territoriale di prossimità, come oggi dice anche il sindaco Seri. Quella sanità territoriale che, se ben organizzata, è in grado di prevenire le malattie e correttamente indirizzare alle cure i malati, evitando il più possibile l’ospedalizzazione. In questi mesi di pandemia tutto ciò è diventato drammaticamente evidente, quindi occorre avere una direzione unica provinciale della sanità, in modo che sanità territoriale e ospedali si integrino in un unico servizio ai cittadini, come dice finalmente oggi l’assessore Aguzzi». Prosegue l’intervento, che rivendica coerenza sul no alla clinica privata e sugli altri decisivi temi della sanità locale: «Finalmente si capisce che questo servizio deve essere uguale sia per i cittadini della costa sia per quelli dell’entroterra, come oggi arriva a dire anche il sindaco Seri. Finalmente entrambi, Seri e Aguzzi, che sorridevano contenti quando si era deciso di realizzare l’ospedale unico, hanno capito che è una follia buttare 250 milioni di euro, che poi col project financing sarebbero diventati un miliardo, per realizzare una struttura che avrebbe prosciugato per decenni ogni capacità di investimento sulla sanità del nostro territorio. Attendiamo con fiducia l’ultimo passaggio, sperando che non ci vogliano altri quindici anni per capirlo: la sanità deve essere pubblica e se questa funziona non ci sarà mobilità passiva. Dunque no alla clinica privata a Fano, che non risolverebbe nulla dei problemi che attualmente ha la sanità provinciale, affidando all’ospedale Santa Croce i 50 posti». L’intervento è stato firmato dagli ex amministratori Cesare Carnaroli (sindaco), Simone Mattioli (consigliere provinciale), Teodosio Auspici di Sinistra per Fano (presidente di Aset Holding), Carlo De Marchi di Bene Comune, Hadar Omiccioli del Movimento 5 Stelle, Luciano Benini di Bene Comune, Roberta Ansuini del Movimento 5 Stelle, Lucia Montesi di Bene Comune e Giovanni Fontana del Movimento 5 Stelle, consiglieri comunali in precedenti mandati.
Nella foto: l’ospedale Santa Croce a Fano






















