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Alloggi a luci rosse a Fano, clienti identificati dalla polizia. Gli agenti del commissariato hanno sottoposto alla procedura di espulsione dall’Italia una cinquantenne di origini cinesi, perché non aveva il permesso di soggiorno. Durante dei controlli, per contrastare lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione, è stato accertato che il suo appartamento fosse utilizzato per il sesso a pagamento. Identificate altre tre donne, una di origini cinesi e due sudamericane, che a loro volta avevano organizzato alcove per l’amore mercenario, ognuna per proprio conto e in autonomia. La polizia ha quindi potuto escludere che una qualche forma associativa tirasse le fila degli incontri a pagamento. Nel caso delle altre tre donne (due cinquantenni e una trentenne, sudamericana) la loro attività è stata segnalata alle Questure che hanno rilasciato il permesso di soggiorno, così che possano avviare eventuali approfondimenti dei casi. I controlli coordinati dal vice questore Stefano Seretti hanno individuato quattro alloggi a luci rosse a Fano, tra la zona del porto e Baia Metauro. Identificati diversi clienti: quattro sono stati sanzionati per inosservanza delle misure anti-Covid (non indossavano la mascherina protettiva). Il via vai intorno agli alloggi a luci rosse era più intenso durante la pausa pranzo oppure in orari pomeridiani, in largo anticipo sul coprifuoco notturno. Sembra che il giro d’affari fosse ripreso con il ritorno alla zona gialla, perché le alcove mercenarie erano di nuovo raggiungibili anche da fuori città.

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