Finisce nei guai un commercialista di Fano caduto nelle rete della Guardia di Finanza con altre 100 persone residenti in varie province italiane. È stato infatti scoperto un laboratorio di “ingegneria” fiscale a servizio degli evasori. individuate frodi in danno all’erario per centinaia di milioni di euro, i cui proventi illeciti venivano riciclati all’estero. Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e la Tenenza di Pisogne della Guardia di Finanza di Brescia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Brescia, hanno scoperto, presso uno studio contabile di Sirmione (BS), il centro di un complesso e articolato sistema volto alla creazione di falsi crediti tributari per diversi milioni di euro, che venivano ceduti ai clienti dietro il pagamento di un corrispettivo, al fine di compensare i debiti da loro maturati verso l’erario. L’attività investigativa, che ha visto il coinvolgimento di 104 persone fisiche e 126 società (tra “cartiere” e imprese realmente operanti) con sede in diverse province italiane (Brescia, Bergamo, Milano, Monza-Brianza, Torino, Pavia, Alessandria, Parma, Genova, Firenze, Roma, Latina, Salerno, Bari, Trapani), ha consentito di ricostruire il meccanismo illecito ideato e realizzato da professionisti bresciani, incentrato su un sistema di emissione di false fatture, ricorrendo a numerose società “cartiere” italiane e straniere, che ha permesso di creare crediti IVA e di ricerca e sviluppo, poi utilizzati da clienti consapevoli per compensare i propri debiti tributari. In tale ambito, in data odierna, la Compagnia di Fano ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di un commercialista di Fano. Nel corso dell’operazione di polizia giudiziaria, sono stati perquisiti l’abitazione e lo studio del commercialista ed è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo che ha colpito, fra l’altro, un appartamento e relativa pertinenza, di proprietà del predetto professionista.





















