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Tra Urbania e Cagli “fioccano” lavoratori cinesi senza regole nel settore della moda. Operazione condotta ieri dai carabinieri di Urbino che, in sei realtà dei due comuni, hanno trovato operai senza regolare permesso di soggiorno, fabbriche adattate anche a dormitori senza dimenticare norme igieniche pressoché inesistenti. Da controlli partiti per verificare il rispetto delle normative anti Covid, è emerso un quadro tutt’altro che regolare sotto svariati aspetti: nello specifico sono stati trovati due cinesi senza permesso di soggiorno, altri sette lavoratori che operavano “in nero”. Tutto ciò su un totale di 40 dipendenti ripartiti fra le sei realtà lavorative controllate. Ovviamente sospese tutte le attività in attesa di riportare normali e regolari situazioni igieniche e di sicurezza. Due fabbriche con dormitorio sono anche state poste sotto sequestro preventivo. Varie le ammende per un complessivo di 28mila e 300 euro. Denunciato infine un imprenditore cinese per questioni di sicurezza irregolare sul posto di lavoro e immigrazione. Operazione come detto condotta dai carabinieri di Urbino con  il Nucleo dei carabinieri ispettorato del lavoro di Pesaro e Urbino e Asur.

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