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Nel contenzioso mamme-asilo nido di Fossombrone rimane da chiarire un particolare con la premessa di fondo che nessuno ha messo in discussione la professionalità delle educatrici: le mamme hanno chiesto al Comune che la compresenza della nuova assunta fosse proseguita per l’intero anno per agevolare i piccoli. Cosa che, sostengono, era stata loro promessa in una riunione. Passaggio che il sindaco ha smentito. La responsabile del servizio comunale, intanto ha scritto alle mamme precisando che «al fine di favorire il graduale adattamento dei bambini della sezione lattanti alla presenza della nuova educatrice, assunta dal Comune a febbraio, l’ufficio ha previsto nella prima settimana di lavoro, il suo affiancamento alle educatrici in servizio per l’intero monte ore settimanale. La compresenza, in questo lasso di tempo, ha consentito ai bambini di abituarsi a poco a poco alla nuova figura che è stata progressivamente coinvolta nelle attività quotidiane entrando a far parte della routine giornaliera dei bambini e contestualmente ha permesso all’educatrice neoassunta di conoscere i bambini della sezione, il contesto lavorativo, di confrontarsi con il personale di riferimento circa le abitudini, i ritmi sonno/veglia, ecc. di ciascun piccolo utente». Da aggiungere che «lo scrivente ufficio ha costantemente monitorato l’andamento del servizio asilo nido, attraverso contatti telefonici quotidiani, colloqui individuali con le educatrici e mediante diversi incontri di équipe. Non sono stati evidenziati motivi di disagio alcuno a carico dei bambini, né situazioni tali da destare preoccupazioni». Resta il punto interrogativo della compresenza lunga: è stata o no promessa?

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