Si ispira alla «figura del grande intellettuale Antonio Gramsci» il circolo fanese appena costituito da un gruppo di 15 fondatori per rilanciare la sinistra. Ne fanno parte il coordinatore Giovanni Franchi, Teodosio Auspici, Francesco Baldarelli, Giuseppe Bigoni, Giorgio Bramati, Martino Branca, Cesare Carnaroli, Davide Cattarossi, Enrico Cinelli, Simone Genovese, Angelo Giuliani, Giancarlo Iacchini, Domenico Longarini, Simone Mattioli e Valentina Pennachini. Spiega una nota di presentazione diffusa dal circolo Gramsci che la pandemia «non ha generato ex nihilo», dal nulla, «questa diffusa crisi sanitaria, sociale ed economica», avendo invece messo «alla berlina con forza dirompente tutte le contraddizioni che innervano il nostro sistema». Prosegue il circolo fanese: «La crisi impone la scelta, non c’è più tempo per l’indifferenza. Proprio da questa urgenza nasce l’idea di costituire nella città di Fano uno spazio che possa diventare terreno di dialogo e confronto per elaborare una visione di quello che sarà il mondo di domani. Per immaginare il futuro, come sosteneva il Petrarca, è necessario tuttavia uno sguardo che, simul ante retroque prospiciens, guarda allo stesso tempo avanti e indietro, e da questo presupposto sorge l’esigenza di ritrovare una radice comune nella figura del grande intellettuale Antonio Gramsci. La crisi, infatti, non ha solo colpito i nostri portafogli e la nostra salute ma, cosa forse anche più grave, ha colpito le nostre idee. L’identità della sinistra italiana, europea e mondiale sta vacillando pericolosamente e non sembra più in grado di affrontare con una visione sistematica e coerente le sfide della contemporaneità, non sembra in grado di disegnare una via alternativa ai presupposti neoliberisti che animano ogni aspetto del nostro mondo. Il neonato circolo Gramsci di Fano si situa proprio in questo punto di passaggio storico nel tentativo di riorganizzare il campo della sinistra partendo dall’eredità valoriale e filosofica lasciata dal grande intellettuale sardo, che soleva ripetere: Anche quando tutto è o appare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio». Nato ad Ales in Sardegna nel 1891, Gramsci fu un rivoluzionario, un intellettuale e fra gli interpreti più originali del pensiero marxista. Iniziò la vita politica a Torino, dove si era trasferito per gli studi universitari, frequentando ambienti operai e iscrivendosi al Partito socialista. Nel 1921 fu tra i fondatori del Partito comunista. Oppositore del regime fascista, fu arrestato nel 1926, condannato a 5 anni di confino a Ustica e in seguito a oltre 20 anni di carcere da scontare nella malsana prigione a Turi, in Puglia. Vi trascorse 9 anni e quando ne uscì, le sue condizioni di salute erano ormai compromesse. Morì a Roma nel 1937. I suoi Quaderni dal carcere sono tuttora considerati uno fra i principali contributi al pensiero marxista internazionale.






















