
FOSSOMBRONE «Il sistema del pronto soccorso troppe volte non funziona non certo per imperizia degli addetti ai lavori che sono ottimi professionisti ma a causa di un’organizzazione che non è in grado di far fronte alle emergenze» il senso di tanti commenti colti in occasione dell’ennesimo incidente stradale in via Pergamino a Fossombrone vittima una donna investita da un’auto, rimasta a terra forse più del dovuto perché è successo che non c’era l’ambulanza dell’ospedale, lontano poche centinaia di metri, in quanto impegnata altrove. Stessa storia per la seconda che, da quanto si è capito forse avrebbe dovuto arrivare da un’altra località. Alla fine ne è sopraggiunta una terza ma senza medico a bordo. Data anche la gravità del caso è stata allertata l’eliambulanza. Si obietterà di un insieme di coincidenze negative accavallate ma di fronte ad un pronto soccorso non possono esistere scusanti di alcun genere. Informato anche il sindaco sull’accaduto ha assicurato che approfondirà il caso per sapere esattamente come sono andate le case. Le segnalazioni di soccorsi per nulla celeri, e sempre per gli stessi motivi organizzativi, si susseguono da un angolo all’altro del territorio. Ci si trova di fronte ad una situazione non più sostenibile. Il discorso si allarga e riguarda la volontà più volte espressa ma ancora non maturata di riattivare i Punti di primo intervento H24. Tornare cioè al passato quando le cose andavano sicuramente meglio. Casi come quelli dell’altra mattina si sono avuti già nei mesi scorsi e ancor prima. È perfino successo che l’eliambulanza è ripartita vuota perché le condizioni dei feriti non erano gravi ma non erano state accertate dai soccorritori a terra alle prese con urgenze altrove. Stando così le cose, sperando che arrivino una volta per tutte i necessari chiarimenti, ma soprattutto che diventino realtà le promesse, non è certo il caso di gettare tutto alle ortiche imbastendo polemiche al veleno che finirebbero nei meandri di questa o quella formazione politica. Il problema è generale. Riguarda tutti. Le lacune gravi del passato vanno colmate. Non c’è altra soluzione. Si tornano a ribadire principi sacrosanti secondo i quali l’entroterra va tutelato nelle situazioni essenziali. Nessun chiede la luna, ma deve essere garantito il livello di assistenza di prima necessità. Spetta alla classe politica, locale, provinciale e regionale sollecitare e cercare i rimedi indispensabili. Si risponderà che serve tempo. L’attesa non sia però vuota. La delusione sarebbe davvero irreparabile.






















