Piagge aveva ormai perso luoghi di socialità e di condivisione: un problema, soprattutto per ragazzi e bambini. Un gruppo di genitori, una ventina, ha però trovato la soluzione ed è riuscita a ricreare uno spazio per giovani e giovanissimi, trasformando il vecchio Acli in un circolo Unpli. Mamme e papà ci hanno messo tempo, passione e capacità professionali. Ora l’epidemia di Covid-19 ha messo il classico bastone fra le ruote e il circolo è fermo dalla chiusura delle scuole, ma l’intenzione è di riaprire quando l’emergenza sarà terminata. Perché lo spazio Unpli a Piagge di Terre Roveresche è un esempio di resilienza e rinascita: continua a esserlo tuttora che le attività sono passate al web per motivi precauzionali. Prima che iniziasse il contagio, l’apertura era tarata su quattro giorni alla settimana. Laboratori creativi, corsi pratici, concorsi, iniziative culturali, una piccola biblioteca con prestito di libri, festicciole e gioco: tutto nello spirito del volontariato. Attivato inoltre un servizio di doposcuola (coinvolgendo genitori e adulti), che però sembrava essere tanto più efficace quando erano i ragazzi più gradi a insegnare ai più piccoli, come prevede l’educazione tra pari.
«Ci siamo iscritti alla Proloco e abbiamo aperto il circolo per ricreare spazi di aggregazione, che a Piagge erano di fatto inesistenti, e per evitare ai nostri figli di cercarne altrove», spiega Alessandra Carnaroli, una delle promotrici, che riconosce alla presidente Morena Malerba un fondamentale ruolo organizzativo. Un ruolo decisivo anche quello di don Giacomo Mura, il parroco, che ha concesso a titolo gratuito i locali in via 24 Maggio, proprietà della diocesi. Adesso ci sono il ping pong, i tavoli per il gioco e per lo studio, che attendono il momento di essere riutilizzati come il campo da calcetto e da pallavolo, che è all’esterno. Un progetto per i tempi successivi: due piste per le bocce. Affidato alla gestione dei genitori anche il servizio di minima somministrazione al bar. «Per noi un grande successo: 150 tesserati nel giro di pochi mesi, in un paese di circa mille abitanti», conclude Carnaroli. Coinvolti l’amministrazione comunale, associazioni locali e privati. Rinviata a fine emergenza la premiazione di un concorso fotografico.
Nelle foto: la vita del circolo prima dell’emergenza coronavirus






















