“Oggi (ieri 8 giugno ndr), dopo circa tre anni di chiusura forzata e immotivata, la sala chirurgica dell’ospedale di Pergola, è tornata nuovamente ad operare”. In queste parole tutta la soddisfazione di Antonio Baldelli, capogruppo di minoranza in Comune della lista Pergola nel Cuore. Lo stesso, attraverso una nota social, ripercorre le ultime tappe del nosocomio pergolese: “L’attività chirurgica fu sospesa infatti dalla passata amministrazione regionale con il pretesto di lavori che avrebbero dovuto adeguare sismicamente la struttura, salvo poi dover prendere atto che non si trattava di adeguamento sismico, bensì di semplice miglioramento. Con il solo miglioramento la struttura non avrebbe più potuto avere un pronto soccorso, non rispondendo alle previsioni di legge per l’accreditamento delle strutture ospedaliere. Oggi (ieri ndr) sono stati eseguiti i primi tre interventi chirurgici sotto la guida del primario Vittorio Gammarota che appena giunto a Pergola – nessuno lo ha dimenticato – era stato costretto dalla Regione a interrompere la propria attività nel nosocomio della Valcesano nonostante le promesse di Ceriscioli e della sua compagine. Promesse – prosegue Antonio Baldelli – di potenziamento puntualmente disattese da amministratori regionali che hanno invece ridotto il presidio ospedaliero ai minimi termini, con mancanza di personale, chiusura di servizi e persino con la demolizione delle strutture murarie di intere aree ospedaliere senza a tutt’oggi averle ricostruite. Tutto ciò è avvenuto col plauso degli attuali amministratori comunali che fino a ieri rassicuravano i cittadini di aver risolto le problematiche del nosocomio grazie ai loro referenti regionali del Pd e oggi invece aprono improvvisamente gli occhi e con una ipocrisia e doppiezza uniche, scrivono lettere alla nuova Giunta regionale dicendosi preoccupati.
Un piccolo passo in avanti è stato fatto, anche se l’immobile ospedaliero è stato smantellato, addirittura un’ala è completamente inutilizzabile a causa di lavori incompiuti e delle scelte dei passati amministratori regionali che avevano solo lo scopo della realizzazione dell’ospedale unico provinciale. L’ospedale di Pergola ha dunque bisogno di importati opere di adeguamento sismico e di interventi per rendere anche la parte architettonica idonea alle normative, ma abbiamo avuto conferma dalla nuova amministrazione regionale che Pergola, così come negli altri territori della provincia, le strutture di Cagli, Fossombrone, Sassocorvaro e Fano saranno oggetto di futuri interventi in fase di programmazione da parte dell’edilizia sanitario-ospedaliera regionale. Capiamo che di fronte alla distruzione della sanità pubblica, recuperare non sarà operazione semplice e breve. Proprio per questo la riapertura dell’attività chirurgica è un piccolo ma significativo segno tangibile della serietà degli impegni assunti dalla nuova Giunta delle Marche”.






















