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“L’arte è comunicazione – precisa l’urbinate ma di origine fermignanese Francesca Cleri – e mentre il linguaggio parlato è un canale comunicativo dove c’è sempre qualcuno che può mediare prima che il messaggio arrivi al fruitore, l’arte è univoca, soggettiva e reinterpretabile negli anni, perché nonostante sia eterna, è mutevole nel tempo”.  Qual è stato il tuo percorso artistico? “È sempre esistita in me la passione per ogni forma d’arte ed il mio spirito è stato eclettico fin da bambina, infatti oltre al disegno ed alla pittura scrivo poesie e prose, mi diletta ed amo la musica in ogni suo genere e mi sono anche cimentata nel canto, nel teatro e nel musical”. Sicuramente avrai frequentato un istituto d’arte? “Non esattamente perché ho preferito orientare i miei studi in altra direzione laureandomi in lingue e letterature straniere, ma parallelamente ho continuato tutte queste attività artistiche anche se a livello amatoriale, ma in modo ininterrotto”. Come sei arrivata al tatuaggio? “È successo circa sei anni fa e mi ci sono avvicinata in maniera professionale con corsi, seminari ed apprendistati per poi arrivare a lavorare in studio con abilitazione. Anche se il tattoo rientra nei mestieri artigianali, è sempre una forma d’arte ed è un mondo tutto da scoprire dove necessita tanta pratica, tanto studio ed una continua ricerca della tecnica per avere sempre quella crescita professionale che necessita per praticarlo. Serve tanta umiltà e quel qualcosa in più in cui ti metti in gioco personalmente, professionalmente ed emotivamente”.

Perché ci si fa un tatuaggio? “Per le ragioni più svariate, dal ricordare qualcosa di piacevole o doloroso, un momento, una situazione, omaggiare una persona, ricoprire cicatrici della pelle, del cuore o dell’anima oppure semplicemente perché è esteticamente bello”. Quindi serve un dialogo con il cliente? “Bisogna essere pronti ad ascoltare di tutto e saper creare quel legame di fiducia ed entrare in sintonia con il cliente,  perché si deve entrare sotto pelle realmente ed emotivamente: devi rendere visivo attraverso un immagine ciò che ti viene chiesto a parole o che è nei pensieri del cliente, che  si fida di te. Immensa è la responsabilità ed ogni tattoo pur piccolo che sia, richiede sempre grande precisione, attenzione, concentrazione”.

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Com’è la tua arte? “Mi diletto a realizzare tavole e quadri anche su commissione e naturalmente disegni personalizzati per tattoo, che è il mio lavoro. Le mie composizioni sono spesso a carattere emotivo per cui nella mia mente non vi è mai un’immagine finale. Parto da un’idea a cui aggiungo o tolgo cose fino a quando non sono soddisfatta, il che non avviene quasi mai. Ritengo i miei lavori delle basi su cui ripartire in un secondo momento in cui porto a termine l’evoluzione del concetto in base alle mie emozioni. Cerco sempre di giocare con le immagini, le parole ed i significati, di unire l’astratto al reale, le geometrie alla sinuosità e creare quel fil rouge tra il sogno e la realtà”. Hai partecipato a qualche mostra artistica? “A 19 anni ho realizzato la mia prima mostra d’arte a Fermignano ed attualmente partecipo alla esposizione di Monte Maggiore dove sono presenti artisti nella fascia d’età da 10 a 30 anni. La mostra ha avuto un cambiamento di orari a causa del gran caldo  di questi giorni ed è visitabile fino al 31 luglio dal giovedì alla domenica dalle 20,30 alle 23,00″.

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