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FOSSOMBRONE I consiglieri di minoranza chiedono alla Regione di potenziare l’ospedale di Fossombrone. I Cittadini NoRems contestano la scelta del sindaco che ha chiesto l’utilizzo della Rems per l’emergenza sanitaria. Michele Chiarabilli ed Elisa Cipriani sottolineano, in una lettera del 17 u.s., l’urgenza di «riaprire i servizi e le strutture in dotazione come le tre moderne camere operatorie». Chiedono al presidente Ceriscioli di «predisporre tutto in modo da curare i pazienti senza che ci sia la minima possibilità che il virus si possa diffondere ai ricoverati per altre malattie, preservandoli da altre patologie ed emergenze». Sottolineano inoltre che nell’ospedale di Fossombrone «è attivo l’unico reparto provinciale di hospice che non consente il trasferimento dei pazienti altrove. Per lo stesso nosocomio resta la possibilità di ospitare degenti provenienti da altri nosocomi vista già la predisposizione di venti posti letto ulteriori a quelli già attivi. Senza dimenticare la presenza di numerosi spazi vuoti, ma attrezzati o facilmente ripristinabili, che possono consentire di rispondere alle emergenze». La richiesta nasce dalla considerazione che «la provincia di Pesaro risulta al momento la più colpita. Occorre pertanto agire immediatamente in termini di prevenzione per non lasciarsi trovare impreparati». I Cittadini NoREMS hanno appreso «con molto disappunto da un post del sindaco Bonci che due settimane fa ha richiesto alla Regione Marche di utilizzare la REMS per l’emergenza sanitaria unitamente all’ospedale di Fossombrone il quale, ad oggi, ha 26 posti letto dedicati all’emergenza stessa». L’iniziativa del primo cittadino «la troviamo scorretta e palesemente in malafede. Forse si dimentica che il TAR, pur rigettando il ricorso perché il procedimento era sbagliato, non ha eliminato le irregolarità di tipo urbanistico e paesaggistico che pendono sulla struttura e proprio per questo non ci pare normale che sia proprio lui a chiedere di ultimare i lavori della REMS, così da ottenere un’agibilità straordinaria in fase di emergenza che consentirebbe poi, ad emergenza finita, di aprirla e dare il via a tutti i problemi che ne conseguiranno. Mai avremmo pensato che si potesse arrivare a sfruttare tale emergenza storica e drammatica per ultimare i lavori e aprire la REMS né tantomeno che proprio il sindaco Bonci si sarebbe prestato a tali giochini tipici di burocrati e funzionari».

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