Autorità civili e religiose, scuole, banda musicale e tanti cittadini: in molti sabato 25 settembre in località Fontacce tra Cantiano e Cagli hanno preso parte all’iniziativa promossa dall’associazione ricreativa culturale l’ARA di Pontedazzo col patrocinio del Comune di Cantiano per commemorare i militari Stefano Vitali, Anselmo Bei e Luigi Traversini deceduti al ritorno dal fronte a causa di una slavina verificatasi nella stessa località il 23 gennaio 1917. “A due passi da casa” è stato il titolo del particolare momento nel quale si è scoperta una targa e deposta una corona di fiori per omaggiare i tre giovani.
Da Frammenti di Storia del maestro Guglielmo Guglielmi si legge…. Cantiano,26 febbraio 1917 – La notte dal 23 al 24 gennaio u. s. una valanga ha seppellito tre soldati che ritornavano dal fronte per fruire della licenza invernale: VITALI STEFANO, BEI ANSELMO e TRAVERSINI LUIGI. Data la bufera, veramente infernale, che imperversava, i tre soldati non avrebbero voluto, di notte avventurarsi a viaggiare da Cagli a Cantiano. Ma non trovarono chi li ospitava e si accinsero al viaggio. Ma la morte non incontrata sulle Alpi sui campi di battaglia, li colse improvvisamente sulla via del ritorno…
I primi indizi della disgrazia si ebbero subito il giorno 24 nella seguente maniera: altri soldati giunti a Cantiano, domandarono notizie dei tre che nella nottata si erano avventurati a viaggiare, e appresero con qualche sorpresa che i tre militari, dei quali parlavano, non erano giunti a destinazione.
Il giorno 25 poi fu rinvenuto, vicino al luogo deve era caduta la valanga, un tascapane che fu, il giorno stesso, consegnato all’ufficio segreteria….
Dati questi indizi, dovere elementare dell’autorità locale era di fare attive ricerche per rinvenire i disgraziati, tanto più che una viva ed angosciata agitazione aveva pervaso gli animi di alcune famiglie e di quasi tutta la popolazione: però nessuno si dette alcuna premura.
In seguito giunse una cartolina di un compagno di trincea del Vitali, nella quale si augurava buon divertimento per il periodo della licenza; ma anche questa cartolina, che confermava in modo evidente la disgrazia, e che, consegnata alle autorità, doveva spingerle ad agire, non fu tenuta in considerazione.
Intanto, crescendo nel popolo le ansie e le agitazioni, si incominciò a spedire telegrammi al sottoprefetto, al prefetto, al deputato, al Ministro degli Interni e soltanto in seguito a queste pressioni della cittadinanza, dopo la bellezza di dieci giorni, il 2 febbraio si iniziarono i lavori per rinvenire le vittime.
Il 3 febbraio i militari suddetti furono rinvenuti cadaveri!






















