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Lo avevamo detto, forze politiche, amministratori, forze sociali, lo stanno denunciando. La Giunta Regionale e l’assessore alla Salute Saltamartini stanno facendo un lungo elenco della “spesa” sanitaria per investimenti, sia da Pnrr sia da altre fonti di legge, priva di qualsiasi riferimento alla programmazione sanitaria e socio sanitaria, senza nessuna visione del legame oggettivo e inscindibile che esiste tra rete ospedaliera e rete dell’assistenza territoriale. Un insieme di titoli ad effetto, a rischio bocciatura da parte del Ministero della Salute cui vanno consegnati entro il 28 febbraio prossimo. Un insieme di titoli ad effetto a rischio realizzabilità. Il consiglio monotematico sulla sanità convocato per il 24 febbraio rischia di essere solo un palliativo per un malato grave, la sanità marchigiana. Specchio di questa improvvisazione e di assenza di capacità di governo di un sistema complesso qual è il Servizio Sanitario Nazionale, è la grave situazione in cui versa la nostra sanità provinciale. Dopo le scelte sciagurate delle scorse settimane sulla gestione dei malati Covid che hanno messo in gravissima difficoltà personale e strutture, a partire da Marche Nord, ora assistiamo al “balletto” di annunci, gli ennesimi, sull’ospedale di comunità di Sassocorvaro e nel contempo, alla scelta, gravissima, di mettere a gara ulteriori pezzi di sanità pubblica negli ospedali di Urbino e Pergola.

Sassocorvaro: l’unico ospedale di comunità di tutta la Regione affidato ai privati, nel limbo organizzativo oramai da anni, con delibere rimaste sulla carta, forse perché non congrue rispetto alla programmazione nazionale cui la Regione deve attenersi, ora è di nuovo oggetto di discussione, in particolare per il possibile affidamento del Punto di Primo Intervento a Villa Montefeltro srl, oltre che dell’attivazione di alcune discipline chirurgiche, a tutto svantaggio dell’ospedale di rete di Urbino. Anziché potenziare Urbino, il cui destino e le cui funzioni non sono evidentemente attrattive per i professionisti, medici e alti professionisti sanitari, si torna a ragionare di Sassocorvaro e del privato che lo gestisce come se fosse un ospedale per acuti e non un ospedale di comunità. Evidentemente la risposta si adatta alle necessità politiche del momento, a seconda che i servizi debbano essere garantiti dal privato convenzionato o dal sistema pubblico. E questo a noi pare particolarmente grave. Ancora più grave la scelta di mettere a gara interi servizi ospedalieri per i prossimi anni, a Urbino e Pergola.

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Agli investimenti previsti per il Piano di Ripresa e Resilienza sono agganciate risorse, in deroga ai tetti massimi di spesa sul personale, da destinare all’assistenza territoriale e agli ospedali di comunità. Non solo, anche per il 2022 e per gli anni seguenti sarà possibile assumere, anche se in misura insufficienti, ulteriore personale utilizzando le possibilità previste dalla normativa. Dove sono andate a finire le risorse dedicate a queste assunzioni? Ma anche qui, nulla è dato sapere riguardo le assunzioni che dovevano essere effettuate con le risorse dedicate in emergenza Covid e vincolate alle terapie intensive, l’assistenza domiciliare, gli infermieri di famiglia. Tutto tace sulla programmazione triennale dei fabbisogni di personale per il Servizio Sanitario Regionale. L’inadeguatezza di questa Giunta Regionale riguardo l’occasione, storica, di utilizzare con intelligenza e lungimiranza le ingenti risorse che il Pnrr e tutti gli altri strumenti assegnano al sistema sanitario e socio sanitario, è oramai sotto gli occhi di tutti.

da Articolo Uno

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