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Dopo tre anni ritorna la solenne processione del Cristo Morto la sera del Venerdì Santo (15 aprile). Un appuntamento al quale tutti i cagliesi, religiosi e coloro che tramandano e portano avanti queste tradizioni, hanno dovuto rinunciare sia nel 2020 che nel 2021, poiché l’emergenza Covid non permetteva di svolgerle in sicurezza. È dal 19 aprile 2019 che manca quella che, assieme al Palio dell’Oca, è la manifestazione cittadina più sentita e partecipata. I riti del Venerdì Santo iniziano prestissimo, alla mattina alle 5, dove, il SS Crocifisso, insieme alle tre statue di San Giovanni, la Maddalena e l’Addolorata, vengono trasportate dalla chiesa di San Giuseppe alla Basilica Cattedrale, dove verrà allestito il calvario sopra l’altare maggiore. Alle 16 del pomeriggio, sempre in Duomo, verrà svolta la commemorazione della morte di nostro Signore e la liturgia dell’adorazione della Croce, con a seguire il commento delle “7 parole”, attraverso musiche originali del maestro Roselli, eseguite da Franco Santini e cantate dal coro Polifonico città di Cagli, per commemorare il cinquantenario della sua morte. Alle 18.30 il cristo verrà deposto dalla Croce e attraverso una breve processione verrà riportato presso la chiesa di San Giuseppe, dove si svolgerà il rito del balsamo. Alle 21.30 l’atto finale più atteso: la processione notturna del Cristo Morto per le vie del centro storico cittadino, dove le cinque confraternite cagliesi (San Giuseppe, Misericordia, Buona Morte, Artieri e Madonna del Buon Consiglio) con circa 400 confratelli scalzi ed incappucciati svolgeranno questo atto di penitenza. Come sempre il carro funebre trainato a mano con la statua lignea del cristo chiuderà la processione dietro alle cinque confraternite. Durante il percorso il corpo bandistico cittadino suonerà alcuni brani per rivivere questi momenti di passione e penitenza. Dunque la processione verrà svolta come avveniva in epoca pre-Covid, ma verranno comunque adottate alcune accortezze, come quella di indossare la mascherina in chiesa per i confratelli e anche durante la processione sotto al cappuccio della cappa. Al momento nessuna restrizione per il pubblico, che potrà liberamente partecipare a questa rievocazione religiosa molto sentita e toccante. La processione del Cristo Morto di Cagli è antichissima e si deve alla confraternita di San Giuseppe che ne ha promosso l’istituzione a partire dal XVI secolo. Quest’anno dovrebbe presenziare anche il vescovo della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola Armando Trasarti. Dunque appuntamento a domani, venerdì 15 aprile, per le suggestive vie del centro storico di Cagli, che dopo una lunga pausa forzata è pronta ad accogliere nuovamente la sua processione.

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