Il pozzo del Burano fra Cagli e Cantiano
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Pubblichiamo il comunicato congiunto dei Comuni dell’Unione montana

del Catria e del Nerone sul tema dell’emergenza idrica

Il 1° ottobre del 2021, a pochi giorni dalla fine dell’emergenza idrica e dopo 47 giorni di apertura continuativa del pozzo Burano, oltre che di quello di Sant’Anna Furlo e del rilascio in deroga al DMV degli invasi del Metauro, i sindaci dell’Unione montana, consapevoli che tali crisi non sarebbe stata l’ultima e che ormai le crisi idriche sono strutturali e non più emergenziali, scrivevano alla Regione Marche e all’Aato 1 Marche Nord facendo un elenco puntuale di proposte per affrontare il problema.
Tale elenco è stato costruito considerando anche la fattibilità di ciascuna delle proposte individuate nel breve, medio e lungo termine, oltre che le opportunità di finanziamento.
Il medesimo elenco è diventato la base di una risoluzione votata dalla maggioranza dei sindaci (più precisamente da tutti i sindaci, salvo uno) nell’assemblea Aato del dicembre 2021. È la prima volta che questo accade: cioè è la prima volta che vengono messe nero su bianco proposte concrete, probabilmente non tutte quelle necessarie o non tutte corrette (ma questo ce lo diranno solo gli approfondimenti e le valutazioni che abbiamo chiesto e che in parte sono già iniziati), ma è la prima volta che viene tracciato un percorso in maniera chiara e trasparente e questo viene condiviso con tutti gli altri componenti dell’Aato e reso pubblico. Il tutto è stato portato avanti nell’assoluta consapevolezza che le questioni del cambiamento climatico e della gestione delle conseguenti crisi idriche sono questioni di enorme complessità, per cui non esistono soluzioni semplici, con l’umiltà di chi “non ha la bacchetta magica” né il potere assoluto di decidere autonomamente in materia. Cosa abbiamo scritto e chiesto, lo ripetiamo perché ci è sembrato che alcune cose non siano state ben comprese e perché constatiamo, purtroppo, continui tentativi di strumentalizzazione politica.
Abbiamo ribadito innanzitutto che, almeno fino a quando non disporremo di studi sufficienti e approfonditi che confermino la possibilità di un emungimento ordinario del pozzo Burano, questo deve rimanere nelle mani della Protezione Civile Regionale (cioè pur se non annoverato in apposito elenco, mai redatto per giunta, gestito come risorsa strategica) che ne autorizza l’apertura solo in caso di conclamata emergenza idrica e solo dopo aver dato attuazione a tutte le altre misure per arginarla. Tale posizione è stata fortemente ribadita sia dal sindaco di Cantiano nel corso di un apposito consiglio comunale monotematico sia dal sindaco di Cagli nel corso dell’ultimo comitato provinciale di Protezione Civile tenutosi il 13 luglio

Abbiamo chiesto di dare attuazione nel breve periodo a:

– La riduzione delle perdite di rete ricorrendo alle risorse del PNRR disponibili a tal fine;
– Lo sfangamento dei grandi invasi, a partire da quello del Furlo
Abbiamo chiesto di VALUTARE il conduttamento (o collegamento alla rete acquedottistica) del pozzo Burano, sottolineando di nuovo che comunque, in assenza dei predetti studi, ad esso si dovrà fare ricorso in caso di emergenza idrica. Abbiamo usato il verbo VALUTARE con precisa cognizione di causa perché il conduttamento del pozzo potrà semmai essere realizzato solo dopo aver predisposto e approvato il Piano regionale degli Acquedotti, che dovrà essere sottoposto alle pertinenti valutazioni ambientali (VAS e Valutazione di Incidenza) e, posto che questa fase si concluda con esito positivo, dovrà essere redatto un progetto di collegamento alla rete acquedottistica che a sua volta dovrà essere valutato (Valutazione di Impatto Ambientale e, ancora, Valutazione di Incidenza progettuale). Per il tramite di queste procedure valutative dovrà essere esaminata anche quella che comunemente si chiama “Opzione 0”, vale a dire il non conduttamento perché potrebbe risultare ecologicamente più sostenibile riversare le acque del pozzo nel torrente Burano per “mantenerlo in vita”.
In questo momento non sappiamo quale sia l’opzione ambientale migliore, lo sapremo solo al compimento di tutte queste fasi, che richiedono molto tempo.
Abbiamo chiesto che si iniziasse a valutare altre ipotesi strutturali per fronteggiare una emergenza idrica ormai ordinaria, costante, gravissima e tra queste anche quelle che nel corso degli anni sono state proposte a vari livelli, come quelle di nuovi invasi. Al momento, infatti, non c’è nessun progetto degno di essere chiamato tale né per un unico grande invaso, né per tanti piccoli bacini di raccolta delle acque. Ma anche in questo caso sappiamo perfettamente che a tali eventuali ulteriori soluzioni si potrà arrivare solo dopo anni di studi seri e approfonditi e di valutazioni ambientali mirate e, qualora l’esito di tutto ciò sia positivo, trovando ingenti risorse economiche.
Percorsi procedimentali e soprattutto tempistiche con ogni probabilità incompatibili con l’esigenza di trovare soluzioni nel breve termine.
Come è evidente da quanto sopra esposto, noi siamo fortemente convinti che senza studi approfonditi, valutazioni ambientali appropriate di tutte le possibili opzioni e progettualità adeguate, non sia possibile assumere alcuna decisione consapevole.
Abbiamo chiesto, infine, di aiutarci ad effettuare i controlli mediante un coordinamento di tutte le forze che possono essere messe in campo: controlli sulle captazioni abusive, sugli scarichi, sul rispetto delle ordinanze, di mettere in campo una grande azione di sensibilizzazione rispetto al problema idrico e di educazione all’uso parsimonioso di una risorsa fondamentale.
Dopo poco più di sette mesi dalla formulazione delle nostre richieste e dalla loro adozione formale, possiamo dire che qualcosa si sta iniziando a muovere; i primi passi lungo questo complesso cammino si stanno compiendo e vorremmo condividerli con i nostri concittadini, per questo, grazie alla collaborazione con la Regione Marche, Assessorato all’Ambiente e Direzione Ambiente e Risorse Idriche, siamo riusciti ad organizzare un’assemblea pubblica, che si terrà il 29 luglio 2022, dalle ore 18.00 in Comune a Cagli.
Nel corso di questo evento a cui, appunto, parteciperà anche la Regione vorremmo illustrarvi i passi compiuti, i dati acquisiti, lo stato di avanzamento di alcuni progetti in uno spirito di assoluta trasparenza. Ci auguriamo che l’occasione venga colta con disponibilità all’ascolto e in uno spirito di reciproca collaborazione, senza preconcetti o pregiudizi nei confronti di amministratori, che ce la stanno mettendo tutta per cercare di affrontare questo enorme problema, con onestà politica e intellettuale.

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