In una situazione di grave crisi sanitaria che avrà una lunga durata alla quale si accompagna una crisi economica mai vista in precedenza, corre l’obbligo alla classe politica e dirigente locale di trovare un’unità di intenti con l’obiettivo di salvaguardare il tessuto sociale ed economico che abbiamo costruito dal dopoguerra ad oggi. I nostri nonni, i nostri padri che sono stati gli artefici dello sviluppo economico e sociale del nostro territorio stanno pagando di più in termini di decessi da Covid-19, abbiamo il dovere in onore a loro di pensare al dopo pandemia. Il sindaco in primis dovrebbe convocare un Consiglio comunale urgente per discutere il come fare ripartire la città con il contributo di tutti gli eletti, e non avventurarsi in singole iniziative fatte per un titolo di giornale in più. Rivedere completamente il bilancio e mettere da parte i burocrati di turno, i soldi si possono trovare nel bilancio del Comune di Fano per prima cosa serviranno per dare sostegno alle famiglie in difficoltà. Le famiglie hanno una dignità tale che mai faranno domanda per i buoni spesa. I buoni spesa come le cronache ci dimostrano possono andare bene per persone già seguite e certificate dai servizi sociali professionali, ma per le oltre 28.000 famiglie fanesi si devono trovare criteri snelli e oggettivi per accreditare direttamente sui conti correnti i fondi disponibili. Famiglie che oggi non hanno più liquidità, stanno usando i risparmi, non lavorano e sono in attesa della cassa integrazione. Rivedere completamente il piano di investimenti e di interventi sul territorio, e concentrarsi sull’economia locale, sul commercio, sul turismo che subiranno le più gravi conseguenze dal distanziamento sociale. Il piano di investimenti dovrà agevolare le imprese locali riducendo gli importi messi a gara per dare lavoro alle imprese locali, se non ora quando e “what ever it takes”, tutto ciò che serve dovrà essere messo in atto, chi non ha coraggio in questa situazione non è degno di guidare la ripresa e la città. Caro sindaco crei una cabina di regia per il dopo pandemia, con gli eletti del territorio nel Consiglio regionale e al Parlamento per azionare tutte le leve economiche possibili per la ripartenza economica e sociale della città. Capitolo importante sarà il ruolo della nostra società inhouse, Aset Spa. Le notizie trapelate su problemi finanziari di Aset non fanno bene, il silenzio dovrebbero essere d’obbligo in certe situazioni. Ma Aset ha nelle proprie disponibilità accantonamenti di fondi per decine di milioni di euro, ad esempio 11 milioni per la discarica, che nella straordinaria situazione nella quale ci troviamo dovranno essere usati in favore della città e dei soci, che sono i Comuni del Territorio, anche qui ci vuole coraggio nelle azioni e non burocrati. In questa situazione se il sindaco vorrà attuare il “what ever it takes”, tutto ciò che serve, per sostenere economicamente le Famiglie e le Imprese e costruire il dopo Pandemia Covid-19 per Fano e il nostro territorio, avrà il nostro appoggio, altrimenti sarà la Storia a giudicarlo.
Davide Delvecchio - UDC-FANO






















