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di Sonia Zanelli

L’alluvione che ha sconvolto le popolazioni del nostro territorio ha richiamato l’aiuto di tutti, soprattutto dei volontari. A loro si sono uniti molti santippolitesi che hanno voluto dare un sostegno anche dal punto di vista morale. Due squadre della protezione civile di Sant’Ippolito sono partite con un equipaggiamento di 8 persone alla volta prima di Pergola (per niente menzionata in Tv ) e di Cantiano. Contemporaneamente altri volontari muniti di stivali, pale e tanto impegno si attivavano per sostenere col loro aiuto questi comuni.

Queste le loro dichiarazioni su Pergola

“Dopo esserci andati al C .O.C.  per le direttive ci siamo avviati per via Carducci, presso degli stabili a ridosso del fiume, l’acqua aveva attraversato le finestre sventrandole, era arrivata a circa 2 metri. Mentre in quei garage nulla si è salvato, con l’aiuto di un auto spurgo era stata raccolta tutta l’acqua. Fuori nella strada una montagna di oggetti, mobili, elettrodomestici, materassi, abiti, di tutto e di più. Gli abitanti del luogo avevano già fatto tanto, erano stanchi e rassegnati, al nostro arrivo ci hanno accolto con un sorriso pieno di gratitudine. Siamo tornati il giorno dopo, più a valle acqua e detriti avevano creato voragini e varchi enormi nelle case, i mezzi dei vigili del fuoco lavoravano senza sosta e in ogni casa c’erano volontari a sufficienza. Da parte delle istituzioni cittadine c’era una totale impreparazione sui coordinamenti ma ci sta…   se ci passi la prima volta”.

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Su Cantiano

“Le protezioni civili di tutti i comuni sono state presenti, i pompieri i carabinieri tutti noi della CMA di Mondavio, Croce Rossa,  ditte private auto spurgo  e volontari  provenienti da tanti paesi. Abbiamo lavorato fianco a fianco agli abitanti del posto senza sosta, il paesaggio era un mare di fango e detriti. Alcune case erano totalmente distrutte. Non menzionateci con nomi e cognomi, non vogliamo renderci protagonisti. Quando ci sono queste calamità ci rendiamo conto di quanto siamo impotenti di fronte alla furia della natura. Una natura stuprata che adesso si ribella e mai come oggi ci rendiamo conto di quante poche risorse vengono impegnate per la prevenzione di questi eventi e per la formazione e la conoscenza utile a contrastarla. La cosa più ci ripaga sono gli sguardi di chi ci vede arrivare che aspettavano proprio il tuo arrivo, gli abbracci a fine giornata e le parole dette. Tornavamo a casa travolti da tante emozioni e con la voglia di ripartire subito il giorno dopo. Il posto fa veramente impressione, la gente lo guarda in televisione e si immagina, ma vedere tutto di persona fa proprio paura. La popolazione marchigiana si sta attivando su tutti i fronti, anche sui social sono partite raccolte di beni di prima necessità, vestiari e arredi. Noi tutti ci stringiamo forte a chi ha subito questi disastrosi eventi e ci auguriamo che d’ora in avanti si possano e si vogliano prevenire queste catastrofi con progettazioni che guardino con più attenzione il territorio, le sue caratteristiche, seguendole  e affiancandole”.

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