Tariffe dei servizi educativi, l’assessore Samuele Mascarin (nella foto) replica alle critiche mosse da Fratelli d’Italia. «La prima cosa da evidenziare è che per le scuole dell’infanzia non è prevista la retta e i 526 bambini che frequentano le strutture comunali lo fanno quindi gratuitamente. Per la frequenza dei nidi invece è prevista una retta, le cui tariffe sono definite su base Isee: ad oggi 33 fasce, la prima di esonero, le altre progressive. Tabella Isee che, in base all’accordo siglato nel 2022 da Comune e organizzazioni sindacali, i servizi educativi stanno provando a rimodulare al fine di rendere lo strumento più equo e aderente ai bisogni delle famiglie». Un altro aspetto rilevato da Mascarin: «Riguardo ai servizi nella fascia di età 0-3, dal 2019 il Comune ha ridotto le rette del 50 e del 70 per cento relativamente a secondo e terzo figlio. Nell’anno scolastico 2021/22 si è avvalso delle riduzioni ben il 57 per cento dei familiari. Garantito il prolungamento orario dei servizi a invarianza di retta, cioè gratuitamente; assunte a tempo indeterminato, tramite concorso, 18 educatrici su 34 in organico, quindi il 53 per cento. Le scelte dimostrano in modo concreto che cosa voglia dire per una città investire nei servizi per le bambine e i bambini». La conclusione dell’assessore: «Secondo dati 2021 le rette dei nidi producono per l’ente locale un’entrata di circa 553.000 euro. Le spese per i servizi 0-3, per fare un esempio, sono di circa 1.983.000 euro solo per il personale. Il Comune di Fano offre altissimi standard qualitativi nei servizi 0-3 e lo fa anche cercando di garantire i soggetti più fragili e posti in maggior difficoltà dalla crisi economica e sociale. Al contrario di quanto lamenta Fdi, tutto ciò è per noi un valore. Ad ogni modo le proposte e i suggerimenti sono sempre meritevoli di attenzione e riflessione, non faremo eccezione per quelli avanzati da Fdi».






















