iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
legno
carne

Si chiama Anastasiia Alashri (nella foto) la 23enne profuga ucraina uccisa a Fano: il cadavere è stato ritrovato stamane in una zona rurale della città dalle forze dell’ordine. Arrestato il marito, classe 1980, di origini egiziane e con doppia nazionalità (egiziana e ucraina), mentre si trovava alla stazione di Bologna. La ragazza, mamma di un bambino di due anni, era arrivata a Fano a marzo da Kiev, scappando dalla guerra. Lavorava all’Osteria della Peppa come cameriera e dava lezioni di pianoforte. È stata uccisa a colpi di coltello. La denuncia della scomparsa della ragazza era stata fatta ieri mattina da un amico e collega di lavoro ai carabinieri di Fano. Pare che la donna fosse tornata a casa dal marito che aveva appena lasciato, a prendere alcuni suoi effetti personali. Dal momento della denuncia di scomparsa, è cominciata un’intensa attività di ricerca ad opera di polizia, carabinieri e vigili del fuoco terminata questa mattina. Doverosa una ricostruzione dei fatti. I rapporti con il marito erano tesi, lei aveva manifestato la volontà di separarsi. L’11 novembre aveva sporto denuncia ai carabinieri per vessazioni a cui il marito la sottoponeva e si era trasferita da un amico e collega di lavoro. Nella mattinata di ieri, Anastasiia era tornata a casa per prelevare degli indumenti. Da quel momento si sono perse le sue tracce e l’amico si è rivolto ai carabinieri per la denuncia del caso. Sono quindi cominciate le ricerche  della polizia giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Pesaro, che hanno visto impegnati gli uomini del Nucleo Investigativo di Pesaro-Urbino e della compagnia di Fano. Ciò ha permesso di rintracciare il presunto responsabile dei maltrattamenti alla stazione ferroviaria di Bologna e di sottoporlo a fermo di indiziato di delitto per il reato di maltrattamenti in famiglia. Alla fine il marito ha di fatto confessato fornendo degli elementi che hanno consentito di ritrovare la ragazza in un’area rurale della città con accanto una borsa con dei vestiti e due armi bianche che potrebbero avere attinenza con la morte della giovane. Alla luce dei nuovi elementi raccolti la Procura della Repubblica di Pesaro ha emesso un decreto di fermo per il reato di omicidio che è stato notificato all’indagato presso il Comando Provinciale dei carabinieri di Bologna. L’uomo è stato poi portato in carcere a Bologna a disposizione del giudice. Sotto sequestro l’abitazione dell’indagato e il veicolo in uso dove sono in corso ulteriori accertamenti di natura scientifica volti all’acquisizione di eventuali altri elementi utili a ricostruire il grave fatto di sangue.

 

scarpe firmate
moda donna
arredamento interno
irish pub cantiano
scarpe moda