Son trascorsi più di due anni da quando, nel febbraio del 2020, la sarscov-2 ha fatto il suo ingresso in società apparendo pubblicamente e con prepotenza nelle copertine di tutto il mai stream. Ma qualcosa non torna. Sappiamo che questo virus girava, in sordina, tra le persone molto prima del mese di febbraio ma, nessuno ne sapeva nulla. Quello che circola in quel periodo, parallelo ai primi focolai di influenze e polmoniti qua e là, sono alcuni sms ricevuti dai singoli che rivelano preoccupanti contagi di qualche virus sconosciuto. Questi messaggi però iniziano a diventare virali, varcano confini e oceani e arrivano fino a noi. Sarà la solita bufala apocalittica, qualche catena di Sant’Antonio da far girare ci siamo detti per tranquillizzarci. Inutile digitare parole chiave come: febbre, virus, quarantena o simili. Il web è ancora estraneo ai fatti. Difficile ricordare l’evento vero e proprio che ha scatenato tutto, ma una cosa è certa, qualcosa ha già preso forma e già da più di qualche mese. I giorni passano lenti, il tarlo nella mente delle persone sta facendo il suo lavoro, innesca la paura di un dramma che si speri non si verifichi. Tra le informazioni che si cercano di strappare, a chiunque possa sembrare saper qualcosa, scappa fuori che in Cina stiano barricando la gente dentro casa per evitare il contagio di un virus che sembra stia seminando morti come in un film Hollywoodiano. Le prime indiscrezioni non tardano a venire allo scoperto, dopo alcuni giorni si concretizza la paura di ciò che si pensavano essere sms fasulli. Qualcuno inizia a postare i suoi pareri mascherandoli come certezze su qualche social… è caos! Le fonti ufficiali non si sbottonano, fanno quello che sanno fare meglio, smorzano i toni e smentiscono. Da qualche parte arriva la soffiata di consultare la dashboard sul sito ufficiale della protezione civile… è il bis del caos! Un agghiacciante avviso sul menù a tendina rivela che dal 31 gennaio è stato emesso lo stato d’emergenza per la nostra nazione. Siamo a febbraio inoltrato, le voci di questa storia trapelano in ritardo e i media le respingono a forza ma dalla protezione civile ci avvisano che il governo ha istituito lo stato di emergenza. A cosa e a chi dovevamo credere?
Perché non siamo stati avvisati per tempo? Il calvario è appena iniziato. Il terrore ha corso sui numeri interminabili dati giornalmente sulla situazione. Grafici, percentuali, indici e mappe con punti rossi che crescevano a dismisura per l’aumento dei contagiati, il tutto mescolato dalla paura, l’incertezza, l’incredulità e l’incapacità di poter interpretare il bollettino della paura quotidiano. Acquistano peso quelle che erano soltanto preposizioni semplici grammaticali nel conteggio dei morti, oggi fa molta differenza se sei morto di Covid, con il Covid o per il Covid. Son trascorsi più di due anni e i conteggi non sono ancora terminati. In tutta questa miscellanea di eventi, nel frattempo, è stato decretato lo stato di pandemia. Come se nulla fosse, dall’alto, si continua a discutere della vita delle persone in termini di cifre, di grafici e di percentuali rispetto all’anno appena passato. Come se nulla fosse oggi parlano di ieri come di un giorno di “ordinaria pandemia”.
Massimiliano Tassi






















