Giacomo Cesaretti ha lasciato di sé una traccia piena di luce. Luminosa come il suo sorriso, hanno ricordato gli amici del cuore nel loro saluto letto durante le esequie di ieri nella chiesa a San Lazzaro di Fano, intitolata alla Gran Madre di Dio. Una traccia luminosa come i suoi modi gentili, socievoli e solari, che hanno trovato eco nell’omelia del parroco Francesco Londei, il quale ha concelebrato il rito funebre insieme con altri quattro sacerdoti della Diocesi. Tanta partecipazione (chiesa gremita, decine di persone in piedi lungo i corridoi laterali), tanta solidarietà e tanto affetto per i familiari, tanto sgomento per una morte prematura. Giacomo Cesaretti è deceduto a soli 26 anni a causa di un infortunio sul lavoro accadutogli nello stabilimento di verniciature Polver, a Fano in via Papiria. “Fratello mio, fratello nostro”, l’hanno chiamato gli amici, promettendo di non dimenticarlo: “Quando ci rivedremo, faremo casino anche lassù”.Ora le spoglie del giovane operaio riposano nel cimitero centrale a Fano. Giacomo Cesaretti abitava a Roncosambaccio, piccolo borgo sulla prima fascia collinare di Fano, insieme con la mamma Simonetta e il fratello Matteo.






















