Cristian Bellucci, Federico Baldetti e Claudio Cerioni
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Cristian Bellucci, Federico Baldetti e Claudio Cerioni

COLLI AL METAURO «Contro la siccità è interessante l’idea del gruppo Progetto Acqua di realizzare laghetti depositi di acqua alimentati dalle piene del Metauro, manca però qualsiasi progetto per stabilire costi ed eventuali tempi di realizzo» ha sottolineato il consigliere regionale Stefano Aguzzi nel corso del dibattito organizzato dall’associazione culturale LiberaMente con il patrocinio del Comune dal titolo “Mamma dal rubinetto non viene più acqua, un altro futuro è possibile”. I relatori, Claudio Cerioni e Federico Baldetti hanno ribadito che un incontro con la commissione ambiente della Regione c’è stato ma senza alcun riscontro. E Aguzzi: «Il perno della questione è tutto nelle intenzioni dei sindaci in seno all’Ato. Spetta a loro redigere il progetto e chiedere il finanziamento attingendo dal PNRR». L’incontro-dibattito, seguito da un nutrito pubblico, presenti tra gli altri anche il consigliere regionale Federico Serfilippi, il sindaco di Cartoceto Enrico Rossi, gli assessori di Montelabbate Pierluigi Ferraro delegato in Ato e Marco Bargnesi di Colli al Metauro, ha segnato un punto fermo che ci si augura diventi il baricentro di un confronto costruttivo. «Sono 13 anni che stiamo studiando il sistema dei laghi – ha sottolineato Federico Baldetti – senza che nessuno si sia mai preso la briga da ascoltarci. Bisogna invertire la rotta se vogliamo salvare il fiume e avere acqua a disposizione. Siamo ancora in tempo ma non ne possiamo perdere ancora. Bisogna bloccare tutti i pozzi privati che succhiano acqua dalle falde e impoveriscono il fiume; una nuova gestione in agricoltura dei pesticidi e optare per una concimazione che consenta ai terreni di trattenere l’acqua. Non ci sono alternative». I motivi che spingono a dire no ad un nuovo invaso: «Oltre ai motivi legati alla scarsa quantità d’acqua e alla scelta di realizzarlo in una zona dove troppo spesso si registrano movimenti tellurici dobbiamo tener conto della violenza delle bombe d’acqua, nell’alluvione di Cantiano in quattro ore ne è caduta quanta di norma se ne registra in sei mesi. Le bombe d’acqua saranno sempre più numerose e faranno tracimare l’invaso con conseguenze inimmaginabili». Al termine Stefano Aguzzi ha riferito la volontà di Enel Green Power di ripulire gli invasi del Furlo, San Lazzaro e Tavernelle. «Un’impresa mastodontica – ha aggiunto – se pensiamo che per liberare l’invaso del Furlo dalla melma depositata è stato calcolato che saranno necessari 4mila viaggi di campion alla volta dell’ex casa di Smirra». L’incontro-dibattito organizzato e condotto da Cristian Bellucci è solo l’inizio di un coinvolgimento che si spera possa allargarsi il più possibile. Sempre che i sindaci facciano sentire la loro voce. E’ intervenuto anche Augusto Albertucci guardia ecologica.

 

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