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In data 15 maggio è scaduto il termine per la presentazione delle candidature alla gara indetta dal Comune di Fano inerente al “servizio di progettazione e assistenza tecnica” per le attività connesse alle politiche culturali e ai programmi già finanziati. Si tratta di un contratto TRIENNALE, il cui importo netto è di 195.000 euro, pari al totale complessivo (con IVA) di 237.900 euro.

Si tratta quindi di un incarico che, iniziando a giugno 2023 e terminando a maggio 2026, oltrepassa l’orizzonte temporale del mandato della giunta Seri e impegna per successivi altri due anni la futura giunta; i consiglieri Tarsi e Pierpaoli rilevano che, nell’attribuire durata triennale a tale incarico, la giunta Seri abbia preso una decisione assolutamente inopportuna e arrogante nei modi, una scelta che non rispetta i limiti temporali dell’attuale mandato amministrativo e intenzionalmente invade gli spazi decisionali della futura amministrazione, che vedrà vincolati i propri impegni di spesa e le proprie scelte in campo culturale a causa di decisioni prese in precedenza.

Oltre a ciò, la documentazione collegata al bando di gara offre vari aspetti di criticità:

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  • Tra i servizi richiesti nel bando figurano anche due progetti finanziati dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione lo Sviluppo (AICS), uno per la “Gestione di rifiuti in Libano” e uno per la “Governance locale, decentralizzazione e sviluppo urbano in Sierra Leone”, che vengono definiti “progetti con impatto di natura culturale”. Ci chiediamo secondo quale accezione del termine “cultura” sia possibile elaborare un progetto sulla gestione dei rifiuti o sulla governance locale.
  • L’importo considerevole dell’incarico (195.000 euro + IVA) impone alcune attente considerazione rispetto agli indicatori e ai criteri contenuti nel bando. In primis: tra i criteri di aggiudicazione, la proposta tecnica viene valutata fino a un massimo di 90 punti su 100, mentre la proposta economica vale un massimo di 10 punti su 100: ci chiediamo per quali motivi ci sia una tale sperequazione tra i due aspetti, tanto da considerare di così poco peso la proposta economica rispetto a quella tecnica. Pur consapevoli del fatto che tale scelta sia stata probabilmente fatta dall’ente a garanzia della qualità, si rileva la forte incoerenza tra l’alto punteggio della parte tecnica con la debolezza dei prerequisiti e dei criteri per l’attribuzione dei punteggi tecnici riscontrabili nel capitolato. Allo stesso tempo, il 10% di punteggio massimo attribuibile al ribasso economico, contrasta fortemente con un importo di base d’asta così elevato: una maggior percentuale di ribasso sarebbe stata un vantaggio per l’ente per recuperare risorse.
  • L’importo così cospicuo (237.900 in totale) sarebbe giustificabile se il servizio venisse garantito da una struttura tecnica composita, con uno staff multi-professionale; nell’attuale panorama italiano dei servizi professionali legati alla cultura, i compensi di tale portata sono associati, di solito, alla presenza in staff di molte figure tecniche con almeno con 1 profilo senjor, cioè di figure con alta competenza professionale, alcune con esperienza di almeno 10 anni. Al contrario, il bando del Comune di Fano non richiede prerequisiti importanti e stringenti che possano essere a garanzia del livello professionale delle ditte che si candidano: infatti troviamo scritto che basta “in misura prevalente” una sola figura professionale con esperienza solo “quinquennale”, poi che “non è richiesta la presenza” e infine che il requisito di capacità tecnica ha una base molto bassa (65.000 euro) rispetto alla dimensione finanziaria del servizio oggetto di gara. A nostro parere si tratta di un bando di gara assai “morbido”, debole e privo delle necessarie garanzie di qualità che possano giustificare un importo così elevato.
  • Il capitolato tecnico prevede che il servizio possa essere fornito anche da remoto e che non ci sia obbligo di presenza presso gli uffici dell’ente; ma non precisa nulla in merito al numero di figure coinvolte o in relazione al monte ore globale di attività. A rigor di logica e vista la dimensione cospicua dell’importo di gara, si potrebbe dedurre che il servizio debba essere svolto da uno pool di più professionisti oppure, nel caso di un solo consulente, che il servizio debba essere svolto a tempo pieno per tutta la durata del contratto. In caso contrario a queste due ipotesi, qualora l’impegno lavorativo previsto non richiedesse almeno una singola figura a tempo pieno o uno team a tempo parziale, ne conseguirebbe che l’importo complessivo, corrispondente ad un importo mensile di 5.417 euro nette (6.600 euro lorde), sia decisamente e immotivatamente sovrastimato.
  • Nel capitolato di gara troviamo infine scritto che i costi delle trasferte non sono compresi nell’importo a gara. Ciò significa che l’importo totale dell’incarico sarà sicuramente superiore alla base di gara dei 195.000 + IVA (cioè dell’importo complessivo di 237.900 euro).

A nostro parere le caratteristiche e i prerequisiti richiesti dal bando sono troppo deboli,  non sono coerenti con l’importo così oneroso, né garantiscono la qualità del servizio oggetto di gara. Attendiamo ora di conoscere quante e quali ditte abbiano presentato la propria candidatura: è facile immaginare che a breve dovrebbe riunirsi la commissione giudicatrice, che confidiamo sia di alto profilo e competenza (sia sui temi culturali che sulle strategie di finanziamento europeo), vista la natura dell’incarico e visto il notevole importo a base di gara.

 Tarsi Lucia – Giuseppe Pierpaoli
consiglieri comunali FdI

 

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