Solo nel comparto dello spettacolo impiegate circa 6mila persone, per un fatturato di oltre 41 milioni di euro. Allo studio un fondo di emergenza, misure specifiche per la liquidità, mantenimento dei contributi regionali e accesso ai fondi europei, formazione e apertura al digitale. “Servono risorse anche per conformare gli spazi ai protocolli sanitari”
«Il virus ha bloccato l’accesso fisico ai luoghi della cultura e nell’emergenza la fruizione è diventata virtuale, ma non possiamo rinunciare per sempre all’esperienza dal vivo e al rapporto diretto tra palco e pubblico». Il consigliere regionale Andrea Biancani (Pd) ha presentato una mozione per salvaguardare organizzatori e lavoratori, in particolare quelli dello spettacolo, proponendo una riflessione sul futuro di un settore volano anche per il turismo. Tra i primi a chiudere per l’emergenza Covid sono stati i teatri, con la sospensione dei concerti e degli spettacoli dal vivo, insieme a tutte le manifestazioni, dai festival alle rassegne. «L’industria della cultura produce circa il 15% del Pil nazionale – ricorda il consigliere regionale Andrea Biancani, componente della commissione cultura -. Dalla musica al cinema, dall’arte allo spettacolo, tutto è sospeso e per non interrompere il legame con il pubblico, la vita culturale si è trasferita on-line, riversando nella rete archivi, visite virtuali, concerti in streaming. Una prova importante per sperimentare forme alternative di accesso, ma ora servono aiuti per gli organizzatori e per tutelare le maestranze, i lavoratori, molti dei quali precari, intermittenti e a chiamata». L’intrattenimento dal vivo è tra i segmenti più penalizzati. Dall’inizio del lock-down sono stati rinviati tutti gli eventi, in Italia si stimano oltre 4 mila concerti annullati e a questi si aggiungeranno i tour estivi. Per il settore dello spettacolo, un comparto che nelle Marche fattura oltre 41 milioni di euro e conta circa 6mila addetti, la Regione, in collaborazione con il Consorzio Marche Spettacolo (41 soggetti associati), sta studiando misure di sostegno. «Tra le linee di intervento – specifica Biancani – dovremo prevedere un fondo di emergenza regionale per sostenere i lavoratori, in particolare quelli esclusi finora dai provvedimenti nazionali, e finanziamenti per adattare i luoghi dello spettacolo ai protocolli sanitari. Un aiuto importante potrà essere la conferma per il 2020 degli stessi contributi regionali programmati nel 2019, valutando anche deroghe sulle attività effettivamente realizzate e sulla rendicontazione. A questo unire anche il mantenimento delle risorse destinate ai progetti speciali, nei quali potrebbero rientrare le spese per il distanziamento del pubblico e per i dispositivi di protezione personali». Nella mozione viene proposta inoltre la ricognizione dei fondi europei, «verificando la possibilità di accelerare i finanziamenti comunitari già ottenuti e di reperirne di nuovi, insieme a misure speciali di liquidità». «Sarà indispensabile rivedere anche il Piano della cultura, sforzandoci di immaginare il futuro e disegnando nuovi scenari – ipotizza Biancani, relatore del documento di programmazione regionale –. Dobbiamo investire sulla formazione, costruire nuove competenze mirate alla digitalizzazione e al social-marketing, ma senza accantonare l’esperienza reale e la socialità della cultura. Per la nostra regione il patrimonio culturale, il cartellone degli spettacoli e il teatro sono il volano del turismo».






















