Il nuovo vescovo di Fano Fossombrone Cagli e Pergola ha individuato cinque priorità del suo mandato pastorale. Sono «l’accoglienza dei vicini e dei lontani» insieme con l’attenzione verso il fiorente volontariato, verso il rapporto tra le generazioni, verso i temi della pace e del gioco di squadra. Ieri, insediandosi nella Diocesi, monsignor Andrea Andreozzi ha definito «gioco dal basso» questo atteggiamento che gli è gradito, attingendo alla sua passione per il calcio.
Il gioco dal basso coinvolge tutta la squadra nell’impostare l’azione: nel saluto inaugurale, pronunciato ieri al Pincio di Fano durante la cerimonia dell’accoglienza civile, la metafora sportiva incoraggiava un’azione corale che includa le fasce sociali più fragili. Durante l’omelia il successore di monsignor Armando Trasarti (la consegna del testimone è avvenuta sulla porta del Duomo) ha confermato anche la caratteristica di ricorrere a una «simpatica autoironia», come in precedenza era stato notato dal prefetto Emanuela Saveria Greco, che era alla cerimonia di benvenuto, al Pincio, insieme con il sindaco di Fano, Massimo Seri, gli amministratori pubblici degli altri Comuni nella Diocesi, autorità civili e militari.
E «Benvenuto don Andrea» era scritto anche su uno striscione che campeggiava tra la folla composta da qualche centinaio di persone. Dopo essere arrivato in automobile a porta Maggiore, monsignor Andreozzi è poi salito sul vicino palco al Pincio per il saluto pubblico e ha poi proseguito in corteo fino alla Cattedrale, insieme con le numerose autorità, preceduto dalla banda e dai labari di alcuni Comuni.
Partecipata e solenne la cerimonia religiosa in Duomo, dove erano presenti altri otto tra vescovi e arcivescovi. Monsignor Andreozzi ha ringraziato per la «calorosa accoglienza», ribadendo: «Sono contento di essere qui».
Le foto sono di Massimo Maggioli






















