I collettori fognari del centro abitato di Cagli, sono stati costruiti (in modo approssimativo), lungo le sponde dei fiumi Bosso e Burano nel lontano 1984/85, con fondi FIO e da allora sono stati rattoppati e risistemati più volte, (in modalità alquanto provvisoria), in occasione di eventi calamitosi, in quanto le acque dei fiumi Bosso e Burano, sono di carattere torrentizio e a volte sono impetuose e devastatrici. Nel corso degli anni 35/40 anni, non si è mai pensato minimamente di eseguire opere di difesa spondale per la protezione dei collettori e soprattutto per le abitazioni che da centinaia di anni sono ubicate nel centro abitato di Cagli, lungo le sponde dei predetti fiumi.
Nel settembre 2016, è avvenuto quello che nessuno si aspettava: un evento calamitoso eccezionale, che ha provocato gravissimi danni a cose, persone e infrastrutture pubbliche, danni favoriti dall’incuria delle istituzioni e delle società di gestione del Servizio Idrico integrato, attuali e passate e di non aver mai effettuato nel nostro comune (come peraltro in altri comuni) opere di difesa spondale e mitigazione del rischio idrogeologico. Anche il P.A.I.(Piano di Assetto Idrogeologico), approvato con Deliberazione di Consiglio Regionale n. 116 del 21 gennaio 2004, che aveva previsto queste aree e aste fluviali a rischio elevato e quindi da proteggere con opere consone al rischio è rimasto… ”lettera morta”.
Da allora nulla è stato fatto, la politica e le istituzioni sono rimaste inermi, (nelle aree interne) e si sono limitate a vietare nuove costruzione nelle aree mappate ad alto rischio, ma nessuna opera necessaria a difendere cose e persone è stata eseguita. Oltre ciò, quello che stiamo vivendo è surreale: Ordinanze Sindacali di divieto di balneazione nei nostri fiumi, dovuto ai collettori fognari divelti o peggio distrutti, che immettono direttamente in acqua i reflui fognari che dovrebbero portare i liquami al depuratore. In questi ultimi mesi si sono sentiti echi di stampa o post sui social che comunicavano di finanziamenti per lavori per oltre 5 milioni di euro, per il rifacimento dei collettori, ma di protezione e mitigazione del rischio non è pervenuto niente. Ora, oltre al danno la beffa, nelle bollette del Servizio Idrico Integrato, si nota che dal 16 settembre 2022, i cittadini di Cagli e di altri comuni, che pagano il canone di depurazione, che su una bolletta di circa 100 euro, ammonta a 20.26 euro, senza l’erogazione del servizio. Pertanto, si ritiene necessario ed urgente un intervento, da parte di Marche Multiservizi, per risolvere questa palese ingiustizia! Qualora ciò non dovesse accadere, gli abitanti dell’entroterra, chiederanno il rimborso per le somme versate e non dovute, e l’esonero del pagamento fino alla data di risoluzione del problema.
Italia Viva Cagli






















