
Questa mattina ho depositato una interrogazione in Consiglio regionale per sapere qual è la posizione di questa Giunta in merito ai tagli sulla sanità previsti nella Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NADEF) approvata il 27 settembre dal Consiglio dei Ministri. Gli ingenti tagli alla sanità che questo Governo ha deciso di fare preoccupano non solo me, ma tutti i cittadini che quotidianamente si approcciano a questo servizio. Abbiamo visto che già la rimodulazione degli obiettivi della Missione 6 “Salute” del PNRR definiti dal Governo Meloni si traduce in un taglio per oltre 2 miliardi di euro per la realizzazione di tutte le nuove strutture previste in questa missione.
Con la NADEF si certifica un ulteriore taglio secco della spesa sanitaria tra il 2023 e il 2024 sia in termini assoluti (da 134,7 miliardi a 132,9 miliardi di euro), sia in rapporto al PIL (dal 6,6% al 6,2% , che significa 8 miliardi in meno, fino ad arrivare al 6,1% del 2026), si tratta di un ulteriore duro colpo che verrà inferto al diritto alla Salute e all’universalità dell’assistenza sanitaria.
Occorre inoltre ricordare che nel 2022 i cittadini hanno speso 42 miliardi per curarsi, di questi, 37 miliardi di spesa provengono direttamente dalle loro tasche e solo 5 miliardi dalla sanità integrativa, un fenomeno purtroppo che incide notevolmente sulle condizioni economiche delle famiglie, ciò a dimostrazione della situazione ormai cronica della sanità pubblica.
A questo si lega il problema delle lunghissime liste d’attesa, che portano 4 milioni di italiani a rinunciare alle cure. Purtroppo devo sottolineare che la nostra Regione non è immune a questo problema, infatti, basta leggere quotidianamente la stampa, oggi vi si dichiara che ben il 35% delle persone è costretto a fuggire dalla sanità pubblica rivolgendosi al privato oppure a rinunciare a curarsi.
Questi effetti negativi si ripercuoteranno sui cittadini e sul personale sanitario, nonostante il Governo abbia proclamato nella stessa NADEF che nella “Legge di Bilancio 2024 prevedrà, per il triennio 2024-2026, stanziamenti da destinare al personale del sistema sanitario”, peccato però che dai numeri che emergono si evidenzia un netto definanziamento della sanità pubblica. C’è solo da augurarsi che questo Governo sappia seguire le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, intervenuto a Torino al Festival delle Regioni, ha dichiarato che il “Servizio sanitario nazionale è un patrimonio prezioso da difendere e adeguare”, sottolineando inoltre che il ruolo delle Regioni che dialogano con il Paese e con la società, è particolarmente importante. L’invito del Presidente è stato accolto da alcuni governatori regionali presenti all’evento a Torino, che hanno chiesto al governo un finanziamento di 4 miliardi per la sanità ed è a questo proposito che è opportuno conoscere la posizione di Acquaroli in merito a queste richieste, considerando che ad oggi non c’è stato alcun suo intervento degno di nota su questo argomento, visto che in questi giorni è affaccendato ad evitare che la sua giunta gli sia sgretolata tra lotte fratricide di partito.
Marta Ruggeri, capogruppo del M5S in consiglio regionale






















