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Il Bus Rapid Transit (BRT) che la Regione Marche vuole realizzare nella valle del Foglia non è certo una novità. Nella valle del Metauro da anni viene inutilmente proposta la stessa cosa, cioè “un’infrastruttura per il trasporto pubblico locale moderna e sostenibile”, per “veicoli elettrici di ultima generazione” alternativi al traffico privato. Infatti, nell’ormai lontano 2003 è stato presentato a Lussemburgo presso l’UNESCO un progetto molto simile che è stato ritenuto molto innovativo perché prevedeva di far passare un mezzo di trasporto collettivo su gamma lungo l’ex ferrovia metaurense da recuperare a scopo culturale, visto che avrebbe collegato agevolmente la costa con Urbino, un patrimonio mondiale di cultura e bellezza, con grandi ricadute anche economiche. Questa idea verrà realizzata nella valle del Foglia, ed è un fatto apprezzabile; difficile pensare che venga considerata per la valle del Metauro; il motivo è semplice: non si vuole coinvolgere l’ex ferrovia nonostante sia un percorso ideale, dove attivare un BRT sarebbe più semplice e conveniente che altrove, ponendo anche fine a 37 anni di degrado. Invece, si continua a insistere per riportare sui binari una Automotrice leggera a nafta (ALn 668) per trasportare 68 turisti per qualche giorno l’anno.

Oltretutto, riqualificando l’ex ferrovia metaurense che è già disponibile (nel 2017 RFI la voleva vendere a pezzi e nei fatti dimostra di volersene occupare) non solo potrebbero essere ospitati moderni veicoli elettrici in grado di muoversi anche al di là del vecchio sedime, ma potrebbe essere realizzata una vera ciclovia lungo i binari abbandonati e in più, nel sottosuolo, potrebbe correre un “corridoio tecnologico” per vari sottoservizi, in particolare la banda ultralarga,

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Anche questo sarebbe un “progetto pilota” meritevole di diventare “un modello a livello nazionale” realizzabile in poco tempo, come dovrebbe dimostrare indirettamente lo studio di fattibilità del ripristino dell’ex ferrovia; questo studio è concluso da un paio d’anni ma non viene pubblicato perché molto probabilmente esclude il ripristino; quindi, niente BRT, perché sarebbe come riconoscere il fallimento di tante promesse elettorali. Nel frattempo, la valle del Metauro aspetta il treno.

 Comitato Ciclovia del Metauro

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