Correva l’anno 2021
Tre anni fa, il 24 aprile, Il Resto del Carlino così riportava:
“Fano – Urbino, a maggio lo studio RFI. La conferma arriva dalla sottosegretaria Rossella Accolto. Per la metà del prossimo mese dovrebbero essere disponibili i costi indicativi per rimettere in funzione il treno. La data di maggio era stata indicata da RFI già nell’incontro che la sottosegretaria Accoto aveva avuto all’inizio di marzo con l’amministratrice delegata e direttrice generale di RFI, Vera Fiorani. Studio per il quale sono stati stanziati 1 milione di euro circa due anni fa e che riguarderà solo il treno turistico, perché RFI ha escluso, nell’incontro avuto con la sottosegretaria, che su quella linea si possa attivare una metropolitana di superficie”,
Ciò nonostante, siccome evidentemente riteneva non credibile il parere di RFI, che sa meglio di tutti di cosa si parla, la Regione Marche ha aggiunto altri 350 mila euro per chiedere se su quella linea abbandonata da decenni si possa attivare una… metropolitana di superficie! Non è difficile immaginare lo stupore (e i commenti) di RFI nel ricevere un grosso regalo per assemblare qualche dato che poteva essere fornito gratis.
A distanza di tre anni e dopo che sono stati spesi ben 1.350.000 euro di denaro pubblico, sarebbe ora di sapere cosa dice questo famoso (e misterioso) studio di RFI. Invece è tutto fermo nel silenzio (complice?) di partiti di tutti i colori.
A campagna elettorale ormai avviata, sarebbe interessante anche sapere quale partito o quale politico dirà che un treno può riutilizzare la vecchia linea, con quali costi, quali gestori e quali misure di sicurezza. Molto probabilmente nessuno lo dirà e, per qualche voto in più, continuerà a illudere chi ancora ci crede.
Comitato Ciclovia del Metauro





















