“Non avevamo il minimo dubbio – tiene a precisare a nome dell’Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego Marche USB, il dirigente nazionale esecutivo Sanità USB e regionale Mauro Giuliani – che il Covid Hospital Civitanova sarebbe stata solo un’operazione mediatica e propagandistica, visto i nomi di chi l’ha fortemente voluta”. Ma isolare i malati Covid era necessario? “
Certo, ma non doveva essere fatto negli attuali locali della Fiera di Civitanova, perché quando sarà finita l’emergenza Covid 19, si dovrà smantellare tutto per ripristinare il normale svolgimento delle fiere. Con questa operazione sono stati gettati al vento oltre 12.000.000 di euro e la Regione Marche sarà di nuovo senza un ospedale dedicato alle emergenze infettive. Sarebbe stato utile investire sulla sanità pubblica già esistente, come in alcuni di quei ospedali più baricentrici ai territori precedentemente chiusi, i quali sarebbero potuto rimanere operativi per eventuali future emergenze”.
Però è stato costruito con le donazioni dei privati e non sono stati spesi soldi pubblici. “Anche qui non è esattamente così, perché nei dodici milioni raccolti dall’Ordine di Malta ve ne sono ben cinque scuciti dalla Banca d’Italia, mentre la Regione Marche ha speso altri 250.000 euro per l’ottimizzazione della nuova struttura. Poi se andiamo a calcolare altri quattro milioni per stipendi ed utenze per l’utilizzo di quei mesi necessari per il Covid e se ci aggiungiamo ulteriori due milioni per lo smantellamento finale, la spesa si sarebbe aggirata attorno ai venti milioni, di cui gran parte della spesa sarebbero soldi pubblici. Inoltre una buona amministrazione dovrebbe avere maggior scrupolo nell’investire i soldi delle donazioni, perché essendo tali, si deve fare in modo che rimanga un segno indelebile sul territorio”.
Comunque è stato già inaugurato pochi giorni fa ed ora è operativo? “Ma siamo arrivati in ritardo, perché il contagio è fortunatamente diminuito e le terapie intensive degli ospedali sono quasi tutte libere. Poi per avere l’operatività bisogna ancora reperire il personale medico. Per far funzionare un centro Covid come quello costruito a Civitanova servirebbero infermieri, oss, fisioterapisti, tecnici radiologi, radiologi, anestesisti, cardiologi, infettivologi, pneumologi, geriatri e fisiatri, di cui la struttura è sprovvista. Sembra che si sita cercando queste figure professionali nelle attuali strutture funzionanti, accentuando così ancora di più la già attuale sofferenza di personale, oppure è inconcepibile se si pensa di chiedere ai sanitari delle prestazioni aggiuntive dopo il normale lavoro svolto nella propria sede. Infatti la Regione ha dato mandato all’Asur di requisire lavoratori delle aree vaste sottraendoli alle UO, già sofferenti e carenti di personale dovute ai forti tagli di personale in questi ultimi 10 anni”. Sembra che anche il personale medico sia contrario al trasferimento al Covid Hospital? “Oltre al giudizio negativo della maggior parte dei medici, ora anche un elevato numero di anestesisti sconsiglia il trasferimento per svariati motivi. Il sindacato USB chiede di assumere con urgenza il personale sanitario anche mediante la mobilità extraterritoriale e di emanare un bando per andare a regolarizzare e stabilizzare tutti quei precari sfruttati da alcuni anni. E se pensiamo che solo pochi giorni fa l’intero personale medico veniva chiamato eroe, ora sembra che con rapidità ci si è dimenticati della loro professionalità e del loro sacrificio svolto, a tal punto da non aver ancora dato nessuna certezza per un riconoscimento, se non solo con la solita propaganda”.






















