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Recentemente siamo stati accusati di aver votato nell’ultimo consiglio comunale “contro la biblioteca” ma ciò non poteva essere in quanto, semplicemente, l’argomento non era all’ordine del giorno. Prendiamo però spunto per aprire una riflessione seria sull’argomento.

All’inizio di questa legislatura c’era e sottolineiamo c’era, la possibilità di accedere ai fondi del PNRR. Si poteva scegliere tra due progetti, uno studiato dalla vecchia Giunta Pelagaggia, per noi lontano dalla concezione moderna di biblioteca e l’altro, presentato pubblicamente dalla nostra lista Progetto Comune, che intendeva sfruttare le enormi potenzialità di riqualificazione dell’ex ricovero per anziani. Per togliere dubbi sulla stabilità dell’edificio l’ex giunta (Bonci), lasciò i fondi per effettuare i carotaggi, fondi che però furono subito tolti dalla Giunta Berloni, condannando l’edificio pubblico ad un ulteriore degrado e abbandono. Come noto, si scelse il vecchio progetto Pelagaggia, affossando così un progetto moderno e riqualificante, non solo della biblioteca, ma della città stessa. Questo progetto fu poi bocciato sul PNRR, vedendo così sfumare la domanda da due milioni di euro. Ecco chi ha realmente impedito che questa città avesse una vera biblioteca.

Oggi, perciò, oramai senza fondi, che idea ha avuto la Giunta Berloni per dare riscontro alle promesse fatte?

Siccome 25mila libri, circa, sono conservati a pagamento a Senigallia, l’Amministrazione ha ben pensato di riportare il fondo in un palazzo privato nel Corso di cui, però, ne emerge l’inadeguatezza dei 450 mq di superficie disponibili. Per esempio, la Memo di Fano ha una superficie di 1.600 mq per 37.616 tra libri, dvd, cd, audiolibri e riviste… noi ne dovremmo stipare 25mila in un terzo dello spazio, comprendendo anche le sale multimediali! La biblioteca comunale San Giovanni a Pesaro ha 2.050 mq per circa 44.000 volumi. Insomma, da questo “trasloco” alla creazione di una vera biblioteca, concedeteci l’ironia, ce ne passa!

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Tralasciando la vaghezza del progetto (in primis sulla stabilità dei solai per sopportare il grosso peso dei volumi) e che non siano neanche disponibili dati dell’investimento, non sicuramente coperto dai primi 200mila euro stanziati, ci poniamo comunque qualche domanda. I volumi presenti nella Passionei resteranno lì? Ci saranno due sedi? Ci sarà raddoppio del personale? Si prevederanno aperture alternate o a singhiozzo? Ci sono tante cose che non sono state ponderate e si vede benissimo.

Un’ultima considerazione, l’idea di “centro della città” di questa amministrazione, sempre circoscritta al corso Garibaldi, ne evidenzia evidentemente, una visione limitata. Ma la cosa più triste è che questo progetto condanna la città a non avere mai più una biblioteca moderna che possa ambire a diventare un vero polo culturale anche per le aree vicine.

Progetto Comune Fossombrone

 

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