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Il consigliere regionale Marta Ruggeri

La nostra Regione sta attraversando una situazione molto difficile riguardo la disponibilità di acqua potabile. Le poche precipitazioni invernali, soprattutto quelle nevose, non hanno permesso una ricarica sufficiente delle falde e degli invasi, che peraltro hanno capienza dimezzata a causa dei sedimenti accumulati in mancanza di una periodica pulizia.
Già nel mese di ottobre 2023 la Ciip spa, l’azienda che fornisce l’acqua nel Piceno e nel Fermano ad oltre 180 mila utenze, lanciava l’allarme su un alto rischio di crisi idrica.
A febbraio 2024 i due gestori del servizio idrico integrato della Provincia di Pesaro e Urbino hanno denunciato, a mezzo stampa, lo stato di crisi idrica.
Nei mesi a seguire la crisi è andata sempre più peggiorando: il 29 giugno 2024 la Ciip spa ha annunciato la sospensione dell’erogazione idrica nelle ore notturne in molte zone delle province di Ascoli Piceno e Fermo. Nell’entroterra pesarese è iniziato l’utilizzo di autocisterne per alimentare i serbatoi di alcuni Comuni. Il 12 luglio la Regione Marche, per voce dell’Assessore Aguzzi, e l’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale hanno chiesto ai Comuni della provincia di Pesaro Urbino di emanare una apposita ordinanza rivolta alla limitazione dei prelievi di acqua dal pubblico acquedotto e per un suo uso razionale, al fine di evitare inutili sprechi. Una settimana dopo è stato il Genio Civile Marche Nord ad emanare un Decreto che dispone la riduzione del 50% dei prelievi da tutti i corsi d’acqua superficiali del territorio pesarese, contestualmente all’invito da parte del Prefetto di Pesaro e Urbino alla riduzione del consumo per finalità non essenziali.
Infine il 2 agosto l’annuncio, da parte dell’Assessore regionale Aguzzi, dell’apertura prima del Pozzo di Sant’Anna, collocato nel Comune di Fossombrone, e poi del pozzo del Burano, che tanto fa discutere da anni. Uno fra i temi più rilevanti utilizzati dai candidati dello schieramento di centrodestra della Provincia di Pesaro e Urbino, nella campagna elettorale che portò l’attuale maggioranza al Governo della Regione: l’eccessivo ricorso alle acque strategiche di origine minerale del Pozzo del Burano. E quest’anno,  per la prima volta nella sua storia,  lo si apre con i rubinetti al massimo, per un consumo di 300 litri al secondo. Peggio della gestione dell’amministrazione regionale precedente.
Nella seduta n. 75 del 5 luglio 2022 furono discusse ed approvate all’unanimità dall’Assemblea Legislativa Regionale ben 5 mozioni che avevano come comune denominatore la necessità della pulizia degli invasi, della riduzione delle dispersioni della rete idrica, di un uso parsimonioso e corretto dell’acqua da parte dei cittadini e nelle attività imprenditoriali, in particolar modo nel settore agricolo, e di favorire la raccolta dell’acqua piovana. Recentemente si sono aggiunte due nuove proposte: la Rete dei Laghi e un depuratore per sfruttare l’acqua dell’invaso della diga di Mercatale di Sassocorvaro, che andrebbe a servire i cittadini di Pesaro e comuni limitrofi.
Personalmente ritengo auspicabile concentrare le poche risorse disponibili su una serie di interventi che, nel breve e medio periodo, possano mettere in sicurezza l’approvvigionamento di acqua a scopo idropotabile e irriguo su tutto il territorio regionale, scartando a priori progetti ambientalmente impattanti, che richiedono tempi troppo lunghi ed enormi investimenti, come la realizzazione di una nuova diga. Serve invece occuparsi della pulizia degli invasi esistenti, e semmai valutare seriamente il progetto denominato Rete dei Laghi, progetto rilanciato anche dal Presidente del Consiglio regionale Latini con la mozione n. 443 che propone un “coordinamento di tutti i soggetti pubblici interessati per realizzare una serie di laghi in rete”.

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Marta Ruggeri, Capogruppo M5S in consiglio regionale

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