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Sia che si  parli di ferrovia Fano-Urbino che di linea ad alta velocità in adriatica il PD fanese si oppone, eppure il treno “è un mito di progresso” come cantava Guccini nella sua famosa canzone “La locomotiva”: definire il PD fanese “progressista” rimane difficile, anzi accostarlo al progresso è  un ossimoro. Altri versi del cantautore Guccini più volte riprendono i temi quali: “… trionfi la giustizia proletaria”, “… una locomotiva… lanciata a bomba contro l’ingiustizia”: il treno, è assurto a simbolo della sinistra. Il Partito Comunista Italiano tra il 1945 e il 1948 con l’allora segretario Palmiro Togliatti, per dare soccorso all’infanzia,  trasferì, a bordo dei cosiddetti “treni dell’ accoglienza” o “treni della felicità” decine  di migliaia di bambini, provenienti da famiglie povere o rimasti orfani, dalle grandi metropoli italiane ma soprattutto dal Mezzogiorno  in zone , ambienti e famiglie in cui le condizioni di vita erano migliori. Potesse rivolgersi ai suoi eredi fanesi “ il migliore” vorrebbe spiegazioni di questo continuo accanimento contro il treno.

Nel 1946 Il primo sindaco di Fano eletto nel dopoguerra Silvio Battistelli, comunista, si adoperò intensamente, e ci riuscì, affinché la ferrovia Metaurense distrutta dai bombardamenti venisse ricostruita. Organizzò un convegno a Fermignano a cui aderirono tutti i sindaci della valle del Metauro e altri dell’Umbria e nella relazione finale si deplorò l’atteggiamento della Deputazione provinciale pesarese che invece voleva costruirne una nuova sul versante fogliense. Nella sala del consiglio comunale di Fano, a lui dedicata, quante si sarà rivoltato nella tomba ascoltando i suoi successori che volevano trasformare la ferrovia in una pista ciclabile!

E’ stato Graziano Delrio ministro delle infrastrutture del Partito Democratico che, nel 2015,  vollè come prioritaria  “ la cura del ferro” per trasferire le merci dalla gomma al ferro e migliorare le condizioni delle reti regionali per favorire gli spostamenti dei pendolari. La legge 128/2017 sulle ferrovie turistiche dove è inserita la ferrovia Fano-Urbino è stata da lui sostenuta assieme a Dario Franceschini Ministro della cultura anch’ esso del PD.

L’ex vicesindaco di Fano Fanesi (PD), addirittura considera l’attuale ferrovia un ostacolo allo sviluppo turistico della città,  eppure basterebbe  che si informasse sulla storia di Riccione, che da borgo di pescatori si trasformò a capitale del turismo di massa grazie all’intuizione di un sacerdote Don Carlo Tonini che cercando nuove opportunità di lavoro per i suoi parrocchiani,  ottenne,  nel 1862 con la costruzione della ferrovia adriatica,  la fermata a Riccione che trasformò il borgo in  perla turistica dell’adriatico.

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Le organizzazioni ambientaliste, da sempre sono più vicine ai partiti della sinistra considerandoli più vicini ai loro temi: ma a Fano non è così. Si stima che il 30% dell’ inquinamento atmosferico sia prodotto dal traffico motorizzato, il treno è considerato un importante rimedio per abbatterlo,  anche per questo l’Unione Europea impone il passaggio di almeno il 50% delle merci dalla gomma al ferro entro il 2050 ma per il PD fanese le ferrovie sono ferite al territorio.

Probabilmente il problema del PD fanese è che ha dovuto assecondare tutti i desideri di Matteo Ricci ex presidente della provincia, ex sindaco di Pesaro attuale parlamentare europeo: dalla pista ciclabile al posto della ferrovia Fano-Urbino, dallo spostamento delle stazioni ferroviarie in periferia con all’arretramento della ferrovia adriatica lasciando libera l’ attuale sede per una “ green line”: un pasticcio di idee dove il miglioramento del trasporto pubblico e il potenziamento delle linee ferroviarie per merci e passeggeri contro l’inquinamento sono secondari rispetto alle passeggiate domenicali dei cittadini.

“Il treno ha fischiato” celebre novella di Luigi Pirandello racconta la storia di un uomo che grazie al fischio del treno ritorna a sognare e si libera dal grigiore della vita quotidiana a cui era imprigionato assillato continuamente da capoufficio e famiglia. Verosimilmente anche alla sinistra fanese servirebbe un fischio del treno per svincolarsi dall’oppressore pesarese per tornare ad essere libera di interpretare i bisogni del territorio rimanendo fedele ai suoi valori e non rinnegando i suoi simboli.

Michele Mazza - consigliere FVM Associazione Ferrovia Valle Metauro

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