La scuola fanese Corridoni pianta un albero e lo chiama Giovanni, come il bambino nel romanzo di Luigi Garlando. Il suo nome ricorda Giovanni Falcone, il magistrato antimafia assassinato il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci a Palermo: un attentato dinamitardo che tolse la vita anche alla moglie Francesca Morvillo (a sua volta magistrato) e ai tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonino Montinaro. L’albero in memoria di Falcone è nel cortile interno della scuola primaria Corridoni, a Fano in viale Gramsci, dov’è stato piantato durante una recente cerimonia che ha rappresentato la tappa conclusiva di un progetto sull’educazione alla cittadinanza attiva e all’intercultura. Coinvolti insegnanti e alunni delle classi quinta A e quinta B. «Come diceva Giovanni Falcone – ha dichiarato la dirigente della scuola fanese, Elvira Pagliuca – gli uomini passano, le idee restano. Così anche i nostri alunni oggi devono comprendere che, nonostante il loro percorso nella scuola primaria sia ormai concluso, gli insegnamenti che hanno ricevuto, da chi ha dedicato la vita alla legalità e alla giustizia, non possono passare, ma rimarranno per sempre. Il progetto nasce dalla consapevolezza che i nostri bambini, gli adulti del futuro, saranno chiamati ad affrontare grandi sfide, perché vivranno in una società multietnica e multiculturale e che questa sfida si potrà vincere solo attraverso la cultura e la conoscenza di grandi personaggi che hanno cambiato il mondo». Ha aggiunto il sindaco Massimo Seri, intervenuto insieme con l’assessore Samuele Mascarin, che il progetto è «una testimonianza di grande valore civile ed educativo e rende onore alla scuola primaria Corridoni». «A distanza di 28 anni dalla strage di Capaci – ha detto Mascarin – è importante mantenere viva la memoria delle vittime di mafia, rendendo omaggio a chi ha compiuto fino in fondo il proprio dovere, servendo lo Stato fino all’estremo sacrificio». Alla cerimonia nella scuola fanese hanno partecipato le forze dell’ordine.






















