Che cosa è il caso Riceci? Riceci è il frutto di una classe dirigente imprenditoriale locale che si illude di poter continuare a tempo indefinito a smaltire a basso costo nelle discariche pubbliche i propri rifiuti industriali o bruciarli negli inceneritori, senza vedere che il mondo sta andando verso la riduzione, riciclaggio e recupero dei rifiuti come materia prima secondaria, ovvero verso la cosiddetta economia circolare, modificando in tal senso i prodotti e i processi produttivi.
Riceci è la conseguenza di una classe politica locale, trasversale nei partiti, che asseconda queste pretese, mettendo a disposizione da anni le discariche pubbliche per lo smaltimento massiccio dei rifiuti industriali, accorciandone così la vita invece che preservare la loro capienza di abbancamento per la parte non riciclabile dei rifiuti domestici. Così è stato messo in crisi il sistema delle discariche provinciali e regionali, per meri interessi di carattere economico delle imprese e delle società di gestione delle stesse discariche.
Riceci è la conseguenza di politici che prima sollecitano gli investitori privati ad investire nel progetto di discarica e poi con estrema disinvoltura, vista la mala parta, “girano il sedere”, per adottare l’espressione usata dall’amministratore della società proponente il progetto Aurora Srl, il Sig. Ambrogio Rossini. A questo punto sarebbe ora che il Sig. Rossini facesse qualche nome, per esempio: quale politico avrebbe bussato alla porta di casa sua a San Marino per proporgli di fare la discarica di Riceci, come lui stesso ha dichiarato alla stampa?
Riceci è la conseguenza naturale della scelta politica di aver affidato la gestione del servizio rifiuti ad una società a direzione privata che, come tale, privilegia la creazione di valore per gli azionisti rispetto all’interesse primario dei cittadini/utenti del servizio alla tutela del territorio e del paesaggio in cui vivono. Assumendosi, peraltro, rischi imprenditoriali elevati su progetti incerti, come in questo caso; tanto alla fine, direttamente o indirettamente, sono i cittadini che coprono i costi.
Riceci è il frutto di una classe politica locale che ha rinunciato a vigilare sulla governance della maggiore società partecipata della provincia, per distrazione o perché “si fidava”, premiando addirittura il suo Presidente con la riconferma nel ruolo; un segnale, questo, che forse c’era più consapevolezza che distrazione tra coloro che devono rispondere ai cittadini.
Queste cose noi del Movimento 5 Stelle le diciamo da anni. Una “vox clamantis in deserto” nel panorama politico, ma che semina e raccoglie frutti tra i cittadini che si mobilitano.
Continueremo a ripeterle e a vigilare, essendo questo il ruolo che ci hanno affidato i cittadini nelle urne elettorali. Anche perché il caso Riceci non è affatto chiuso con l’esito della Conferenza dei Servizi decisoria tenutasi in Provincia; ci saranno certamente ricorsi e richieste di danni. Una battaglia è stata vinta ma la guerra continua.
Marta Ruggeri, capogruppo in Regione Marche






















