L’intesa fra Regione e Comune di Fano non è un punto di riferimento per il gruppo consiliare dei 5 Stelle. Anzi, ne è ipotizzato il possibile stralcio in caso di vittoria pentastellata alle imminenti elezioni: «Il protocollo di Fano è entrato nel piano sanitario e per stralciarlo servirà un passaggio in consiglio regionale e non solo in giunta? Nessun problema: scalzato il Pd dalla Regione, si potrà fare». La nota diffusa da Marta Ruggeri, Tommaso Mazzanti e Francesco Panaroni, il gruppo consiliare pentastellato a Fano, replica alle dichiarazioni del vice presidente del consiglio regionale, Renato Claudio Minardi, e del consigliere di maggioranza Gino Traversini (Pd): «Se la cantano e se la suonano». Tornando al protocollo d’intesa, se non va bene per Fano, non va bene neanche come modello da replicare in altre aree vaste delle Marche, dove «si stanno già organizzando per evitarlo». «Il Pd – proseguono Ruggeri, Mazzanti e Panaroni – ha voluto approvare con prepotenza il nuovo piano sociosanitario a tempo scaduto? Con la forza che ci daranno i nostri elettori, sarà compito del M5s proporne la revisione per sostituirlo con un modello sanitario alternativo, che sia policentrico, equilibrato nei territori e soprattutto pubblico». L’intervento piccona ancora sull’operato del governo regionale uscente: «Il bilancio è allarmante. Nessun miglioramento per quanto riguarda le liste d’attesa, nessun contrasto all’aumento della mobilità passiva e aumento di quella attiva verso il privato, chiusura di importanti reparti nei tredici ospedali pubblici, poi riaperti attraverso la gestione dei privati». Sostenendo che «è cominciata la propaganda elettorale per le prossime elezioni regionali», i pentastellati fanesi confermano il loro allarme sul «depotenziamento scientifico» del Santa Croce e prevedono un futuro in tono minore per il nosocomio fanese, che sarà «ridotto a poco più di polo diagnostico e cronicario» dopo la nascita del nuovo ospedale pesarese a Muraglia. Si contesta che un «fiore all’occhiello come ortopedia» passerà «alla programmata clinica privata a Chiaruccia» e si eccepisce «sull’indizione di una gara per realizzare e gestire in project financing l’ospedale di Muraglia, che ci costerà un miliardo di euro in trent’anni».






















