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Ci sono state persone che hanno concepito, con visione anticipatrice, le grandi infrastrutture che cambiano il contesto dei territori, la qualità di chi vive e creano l’ambiente favorevole alla crescita e agli investimenti, grazie a queste persone in Italia si è costruita l’Alta Velocità concepita negli anni ‘80 e inaugurata da Milano a Salerno nel 2009. Matteo Ricci non vuole cambiare il territorio, non vuole favorire la crescita e gli investimenti: vuole che tutto rimanga così come ora, con la città di Pesaro che signoreggia su tutta la provincia perché l’assenza di infrastrutture ha prodotto un concentramento di beni e servizi solo nella sua città lasciando il resto della provincia isolata dal mondo.

Infatti il  “bypass ferroviario” non è un cambiamento, non è una miglioria : è il sistema affinché tutto il territorio stia fermo e non progredisca. Questa è la genialità di Matteo Ricci, come Tancredi nel Gattopardo: dare l’impressione che tutto cambi affinchè tutto rimanga com’è, anzi peggiorando la situazione perché Fano con la stazione a 5km dal centro sarebbe fortemente penalizzata.

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È di tutta evidenza che lo spostamento dei binari a monte nella sola tratta pesarese non potrebbe portare alcun beneficio in termini di capacità e velocità, tale tratto non porterebbe da nessuna parte, sarebbe come avere un breve tratto di autostrada che inizia e finisce su una strada statale: ne è un esempio la bretella d’Urbino:  3km di bypass sulla strada statale 73bis per guadagnare pochi minuti e che hanno sconciato inesorabilmente il paesaggio. Le procedure per la realizzazione di una nuova linea AV in adriatica, sono già partite da Bologna e si estenderanno inesorabilmente verso sud raggiungendo Ancona. La giusta idea che si sta portando avanti è di realizzare una linea completamente nuova senza prevedere l’abbandono della vecchia. La cittadinanza dovrebbe essere messa al corrente dei benefici che si avrebbero a realizzare un nuovo tracciato su cui scaricare il traffico merci e quello in transito nonché del vantaggio di avere sul tracciato attuale un servizio regionale e suburbano svolto con convogli che già oggi creano meno rumore e vibrazioni di quelli superveloci o merci. Invece si opera in modo terroristico creando false speranze ai residenti vicino alla ferrovia. Il vecchio tracciato non verrà mai smantellato semplicemente perché sarebbe assurdo e folle rinunciare ad un asset così pregiato e strategico non solo per Fano e Pesaro ma per l’Italia intera. Si tratta in realtà solo di una battaglia politica che usa un’opera pubblica come pretesto per attaccare l’avversario. Ciò che dovrebbe stare a cuore è invece di attuare le giuste scelte e di coordinarsi con le regioni limitrofe ed il ministero, coinvolgere la cittadinanza e non solo fare raffiche di convegni/monologo in cui si urla una sola versione dei fatti. Durante tali convegni, si è tirato in ballo anche la Fano Urbino, come se centrasse qualcosa con la AV, tanto per sparlare di treni e per attaccare la Giunta Regionale. Ricordiamo che anni fa Matteo Ricci da presidente della provincia,  piuttosto che cercare finanziamenti per ripristinarla avviò le pratiche per la dismissione: questo è stato il vero scippo al territorio!

Associazione FVM Ferrovia Valle Metauro

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