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Nelle ultime ore abbiamo potuto avere la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, di quanto sulla gestione dei rifiuti nessuno dei nostri amministratori abbia il coraggio di dire le cose come stanno. Di chi sono le responsabilità che ci portano a questa situazione? Come porre rimedio in maniera duratura e non con un cerottino? Come “Urbino contro la discarica a Riceci” siamo contrari alla proposta fatta da ATA e, a quanto leggiamo, sposata in pieno dal sindaco di Pesaro, per autorizzare discariche fino a 500 metri dal centro abitato.

A questo proposito vogliamo mettere sul tavolo alcune considerazioni che riteniamo importanti e fondanti per un nuovo approccio alla materia, senza questi presupposti non faremo altro che ripetere la stessa sequela di errori che ci hanno portato a questo punto.

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Non è da oggi che lo affermiamo, quanto accaduto con il progetto di Riceci è il frutto di una logica che mette in primo piano unicamente il profitto e la remunerazione dei soci di MMS. Una politica lontana dai cittadini e incapace di adoperarsi per un futuro migliore. Una logica che contestiamo duramente e di cui ogni giorno possiamo constatare i limiti e gli errori gestionali.
La maniera più semplice per procedere sul percorso tracciato da quella politica che contestiamo, è continuare con lo stesso metodo operativo avuto fino ad ora, favorendone  la prosecuzione, indebolendo le norme a tutela del nostro patrimonio più importante: il territorio e il Paesaggio in cui viviamo e di cui siamo custodi.
Di chi sia la manina dietro a questa operazione non lo sappiamo, ma abbiamo dei chiarissimi sospetti: Riceci non si farà (lo impediremo come abbiamo fatto finora) ma si stanno preparando le carte per un nuovo “disastro” alle porte di casa di qualcun altro.
La nostra idea e proposta, tutt’altro che rivoluzionaria, è quella di raggiungere una gestione con l’obiettivo di zero rifiuti. Ovviamente non è un passaggio che si può fare in breve, ma che con buona volontà e determinazione possiamo mettere in pratica in tempi certi, tramite: una concreta programmazione; l’applicazione della tariffazione puntuale; politiche di incoraggiamento verso la GDO e verso i produttori nel ridurre drasticamente la produzione/vendita di sovraimballaggi; l’adozione del sistema di raccolta porta a porta “spinto”. Potremmo facilmente arrivare a non aver più bisogno di impianti a 500 metri da casa, che siano a Riceci o Pieve di Cagna. Tutto questo nella parole del sindaco di Pesaro non lo leggiamo, vediamo unicamente la riproposizione del vecchio sistema che ha assicurato lauti introiti alle società di gestione e disagi, perdite economiche e pericoli per la salute a tutti gli altri.
Siamo pronti a manifestare tutto il nostro dissenso, come abbiamo già fatto in passato e continueremo a fare fin quando questa vicenda non sarà risolta.
Francesco Veterani Portavoce "Urbino contro la discarica a Riceci"

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