La notizia che il camaleontico Massimo Guidi abbia costituito un gruppo autonomo di tre consiglieri, la formalizzazione avverrà nel prossimo Consiglio comunale, non sorprende conoscendo la propensione del personaggio che ama il potere e i vantaggi che procura. Malgrado questo e dopo la cacciata dalla Giunta e dall’incarico di vice-sindaco per avere aderito ad Azione di Calenda, ha confermato la sua adesione a Liberi per Cambiare e la fedeltà a Gambini al punto di ricandidarsi alle ultime elezioni ed entrare, sebbene da “surrogato”, in Consiglio comunale. Dopo un periodo durante il quale è stato da supporto al capogruppo ufficiale di Liberi per cambiare, Pazzaglia, a un certo punto ha iniziato a esercitare di fatto la funzione di capogruppo intervenendo sempre più spesso nel dibattito e incaricandosi delle dichiarazioni di voto.
Pochi forse avevano osservato come fosse insostenibile la sua posizione politica di far parte di Azione e del suo coordinamento provinciale e, nello stesso tempo, di Liberi per cambiare e di una maggioranza con la destra più invisa ad Azione – Lega e FdI. Era dai tempi di Marco Pannella e dei radicali che non si vedevano cose del genere – la possibilità, unica nel panorama politico, che consentisse la “doppia tessera” l’iscrizione cioè anche a un altro partito oltre a quello Radicale.
Sulla decisione di Guidi, al momento, si possono fare solo alcune ipotesi. La più banale è che si sia reso conto che la sua posizione era diventata insostenibile e che per mettere a tacere ogni contestazione abbia costituito il gruppo autonomo “Urbino Rinascimenti” pur confermando l’appoggio “fermo e compatto” alla maggioranza. Questa per una lettura fattuale. Ma poi si potrebbe immaginare, conoscendo il personaggio, anche la richiesta, per “Urbino Rinascimenti”, di un proprio rappresentante nella Giunta il che comporterebbe a dir poco una fibrillazione nei rapporti con Gambini e la possibile rottura perché questo scenario indebolirebbe comunque la maggioranza ma potrebbe indurre il sindaco, conoscendo il suo carattere, a tirare diritto. Al dunque il caso va ascritto, per lo spessore di un routinier della politica come Guidi, al più classico opportunismo che ai principi e agli ideali oppone il compromesso e il tornaconto a cui spinge l’ambizione.
Siamo in presenza di problemi per la tenuta della maggioranza? È presto per dirlo ma una cosa è certa: un rimpasto di Giunta sarebbe un terremoto. Si pensi agli assessori in carica che certamente punteranno i piedi prima di rinunciare al lauto compenso mensile. Vedremo se ci saranno sviluppi ma questa maggioranza è forse meno coesa malgrado le truppe cammellate di 21 consiglieri e deve fronteggiare un’opposizione motivata e decisa.
SINISTRA PER URBINO






















