“La difesa incerta, traballante e persino imbarazzata che l’assessore alla Cultura Chiara Biondi ha tentato di fare circa l’operato della giunta regionale in merito al riconoscimento dei teatri marchigiani come patrimonio mondiale Unesco, è forse la prova più palese e attendibile dell’ennesimo insuccesso del presidente Francesco Acquaroli e dell’onorevole Giorgia Latini. Un insuccesso clamoroso e difficilmente spiegabile, se non con l’inadeguatezza di questo centrodestra marchigiano che dimostra ancora una volta di non conoscere il significato della parola cultura”. A dirlo è una nota del gruppo assembleare del Partito Democratico a margine del consiglio regionale che ha discusso una serie di interpellanze e interrogazioni presentate dai consiglieri Romano Carancini, Fabrizio Cesetti, Micaela Vitri e Antonio Mastrovincenzo sul riconoscimento a patrimonio mondiale Unesco della rete dei teatri storici delle Marche. “Da parte dell’assessore Biondi – continuano i dem – non è arrivata nessuna delucidazione sul percorso svolto dalla Regione Marche e i criteri adottati da Ministero attraverso cui è stata drasticamente ridotta l’iniziale proposta che prevedeva la candidatura di ben 62 teatri storici marchigiani a soli 14. Restano così senza risposta tante, troppe esclusioni, alcune delle quali letteralmente inspiegabili. Pensiamo, solo a mero titolo di esempio, a teatri come lo Sferisterio di Macerata, l’Alaleona di Montegiorgio, il comunale di Cagli (per cui sono state raccolte ben 15 mila firme) o il Misa di Arcevia, scrigni architettonici di una bellezza unica. A uscirne penalizzate, ancora una volta, sono state prevalentemente le aree interne, che da questo progetto avrebbero potuto trarre grande impulso, specialmente nell’ambito del settore turistico”. “Crediamo che in cuor loro – concludono i consiglieri del Pd – anche il presidente Acquaroli e l’onorevole Latini siano consapevoli del fatto che la loro montagna ha partorito il classico topolino. Purtroppo, però, non possono ammettere la verità, e cioè che a colpire al cuore la nostra regione è stato ancora una volta il loro governo, il governo Meloni, quello che non perde occasione di esaltare il Modello Marche, mentre fa di tutto per annichilire ogni nostra eccellenza”.






















