Urbino Foto Paolo Mini
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Buona parte della classe dirigente urbinate ha ancora negli orecchi le parole importanti pronunciate da Massimo Cacciari nella bella conferenza su Bo e De Carlo, prima di una serie in occasione dei 20 anni dalla scomparsa del grande architetto, meritoriamente organizzata dall’Università di Urbino. Un discorso in cui è risaltato il dato tutto politico dell’azione urbanistica e architettonica di De Carlo che si può sintetizzare nel valorizzare i beni comuni, il bene collettivo rispetto agli interessi individuali, il valore del pubblico nella piena accezione di questo termine. Un messaggio che condividiamo totalmente e che ci deve mettere in difesa di questi principi nel momento in cui l’amministrazione comunale, il terzo protagonista con Egidio Mascioli di quel progetto che ha ora trent’anni, intende mettere mano ad un nuovo Piano Urbanistico Generale sotto l’impulso della nuova legge regionale. Per questa ragione Urbino Rinasce e Partito Socialista hanno dato vita ad un gruppo di lavoro animato da Marinella Topi e Sergio Feligiotti, cui sono stati invitati a partecipare dai 5 Stelle a tutti gli altri gruppi di minoranza in Consiglio comunale. Il primo risultato di questo lavoro è un’articolata interrogazione a prima firma Oriano Giovanelli, sottoscritta dai consiglieri e consigliere del PD, Bene Comune, Futura, AVS. Le 7 domande scaturite dalle due conferenze tenute dall’ing. Carlo Giovannini sull’attuale strumentazione urbanistica di Urbino e dall’arch Achille Bucci sulla nuova legge regionale, richiedono sostanzialmente all’assessore e al Sindaco di passare dagli annunci ad una organica illustrazione al Consiglio Comunale su come intendono muoversi. Sulla necessità di partire da dati certi in merito allo stato di attuazione del Piano urbanistico vigente, a quali obiettivi strategici intendono ispirare il proprio lavoro, quali percorsi partecipativi vogliono attivare, quale grado di coinvolgimento culturale della nostra Università, fino a chiedere che vengano fornite informazioni sulle professionalità esterne che si intende coinvolgere e che idee ci siano sul potenziamento degli uffici comunali. Redigere a Urbino, città UNESCO, un nuovo strumento urbanistico con la nostra storia di piani regolatori alle spalle, è un lavoro su cui non si possono commettere errori fin dall’impostazione. La tendenza di questo sindaco ad agire senza una visione strategica, inseguendo i singoli interessi è una premessa preoccupante che il ruolo e la vigilanza del Consiglio Comunale, delle associazioni culturali, ambientaliste, dei portatori di interessi collettivi deve assolutamente scongiurare.

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