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“Siamo perfettamente d’accordo che gli operatori sanitari che si sono fatti il mazzo con il coronavirus e che abbiano il giusto riposo (ferie) (e le adeguate ricompense!), ma qui l’organizzazione sanitaria marchigiana ricomincia, come ogni anno, imperterrita, a tagliare, ad accorpare reparti e a sospendere attività ospedaliere”. A intervenire sulla questione dibattuta in questi giorni è Carlo Ruggeri, presidente del Comitato pro ospedali pubblici delle Marche che aggiunge: “Tutto questo quando il governo annuncia di aver stanziato ben 3,7 miliardi di euro di cui 1,5 miliardi di euro per assumere 9.600 infermieri di famiglia per l’incerta medicina territoriale alla mordi e fuggi, che non può funzionare se sono chiusi gli ospedali di prossimità come i 13 scelleratamente chiusi nelle Marche dal Pd di Ceriscioli e Mangialardi, da Udc, Verdi, Socialisti, Italia Viva ed Art.1”. Ruggeri prosegue: “Con il caos precedente al coronavirus, e con l’immenso caos attuale di arretrato su visite, esami, soccorsi, ricoveri, doveva essere fatto di tutto per non tagliare e ridurre drasticamente l’operatività degli ospedali e strutture sanitarie attuali, ma, ancor più, dovevano essere riaperti immediatamente i 13 ospedali chiusi nelle Marche. E dovevano già essere programmate assunzioni di medici ed infermieri a tempo indeterminato (per non farli fuggire all’estero o nelle regioni limitrofe), esclusivamente da inserire nei pronto soccorso e negli ospedali da potenziare e da riaprire”. Ruggeri conclude: “Prevediamo un’estate calda, anzi bollente, di immense disfunzioni da incapacità governativa (i 9.600 infermieri dovevano essere da subito dedicati agli ospedali e non al territoriale, la legge Balduzzi/Lorenzin doveva essere revocata!) e regionale (dovevano essere già stati potenziati gli attuali ospedali e dovevano essere stati già riaperti i 13 ospedali che Ceriscioli non vuol assolutamente riaprire) nell’organizzare una protezione umana ed equilibrata sulla salute della popolazione marchigiana. Diamo già da ora, a seguito del massacro organizzativo estivo, per scontati i conseguenti mugugni e i pianti dei malati e delle famiglie colpite da queste disfunzioni irrimediabili da incapacità politico/amministrativa, ma se la gente non si unisce ‘fisicamente’ al nostro comitato regionale (l’unico che ogni giorno compare sul web con le giuste dure critiche, che organizza assemblee e manifestazioni e tentativi continui di chiarire le confuse idee ai politici), la gente stessa resterà nella solitudine dei suoi lamenti”.

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