A Palazzo delle Marche illustrati i contenuti dell’opera pubblicata dall’Associazione Amici della storia del Comune di Apecchio. Approfondito il rapporto ultra trentennale di Federico con i sovrani d’Aragona
Duca, mecenate, signore del Rinascimento. Sono tante le definizioni necessarie per comprendere la personalità di Federico da Montefeltro. Sicuramente tra queste la fama di abile condottiero militare lo rese ambito collaboratore tra tutti i sovrani del tempo. Il volume “Federico da Montefeltro e i rapporti con i Re di Napoli Alfonso e Ferdinando d’Aragona” scritto da Leonello Bei indaga su uno dei legami più longevi, circa trentacinque anni, che il duca instaurò con dei monarchi, offrendo le sue doti strategiche e militari. Il libro è stato presentato a Palazzo della Marche in Ancona, sede dell’Assemblea legislativa, dal consigliere regionale Giacomo Rossi nell’ambito della rassegna Fuoriteca alla presenza dell’autore.“Gli eventi raccontati in questo libro – spiega Rossi – oltre ad essere poco conosciuti a Urbino e nel Montefeltro, lo sono ancor meno a Napoli. Come gli Aragona hanno potuto mantenere il loro regno per le capacità e i meriti di Federico – aggiunge – così Urbino, Gubbio e il Montefeltro hanno goduto dei compensi che riceveva da loro ed investiva nella costruzione di palazzi e rocche, nella commissione di opere d’arte, di cui oggi il nostro territorio può vantarsi”.
Il libro, edito dall’Associazione Amici della storia del Comune di Apecchio per la collana “Quaderni di storia locale”, ricorda le gesta compiute in precedenza nel regno di Napoli anche da Bernardino Ubaldini della Carda, padre di Federico, che alimentarono ancora di più il desiderio dei sovrani di Aragona di ingaggiare il condottiero di Urbino.“Un volume molto interessante – conclude Rossi – che conferma la grande eredità lasciata da Federico e il suo profondo senso di appartenenza a questa terra, nonostante avesse contatti e scambi con tutti i potentati d’Italia e con l’Oriente”.






















