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«La notizia della presenza di soldati israeliani nelle Marche per “smaltire lo stress” è un’offesa alla nostra coscienza civile e ai valori democratici su cui si fonda questa regione. Le Marche non possono diventare la palestra di decompressione per chi a Gaza sta bombardando civili, donne e bambini. Non è turismo, è una vergognosa operazione di propaganda. Ed è ancora più grave che il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, resti in silenzio. Deve chiarire subito, perché non può tacere di fronte a un insulto simile ai nostri cittadini», dichiara Gianluca Carrabs, candidato al Consiglio regionale per Alleanza Verdi e Sinistra nelle Marche.
Carrabs definisce senza esitazioni quanto sta avvenendo: «Quello che accade in Palestina non è un semplice conflitto, è un genocidio. Un popolo intero viene privato della sua terra, della sua libertà e della sua vita. Vedere soldati dell’IDF accolti con disinvoltura nelle Marche, mentre a Gaza si contano vittime innocenti ogni giorno, è inaccettabile. Acquaroli ha il dovere di chiarire chi ha autorizzato questa presenza e a quale titolo. Altrimenti il suo silenzio diviene atto di complicità politica».
Il candidato AVS annuncia anche le prime azioni concrete: «Già abbiamo mosso i nostri parlamentari per presentare un’interrogazione urgente alla Camera. Le istituzioni devono spiegare ai cittadini come sia stato possibile che la nostra regione sia stata scelta come meta di “decompressione” per chi partecipa a bombardamenti indiscriminati. Chiediamo trasparenza immediata e risposte chiare».
Carrabs sottolinea come la questione riguardi il piano internazionale: «L’Italia e l’Unione Europea non possono continuare a essere complici. Bisogna fermare le forniture militari a Israele e sospendere gli accordi economici e commerciali finché proseguiranno le violazioni del diritto internazionale. Non si costruisce la pace con chi bombarda i civili. L’Europa deve smettere di essere un megafono dei più forti e tornare a essere un mediatore indipendente».
La denuncia si trasforma poi in proposta politica: «Se sarò eletto, presenterò una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina sui confini del 1967. Chiederò che il Consiglio regionale prenda posizione netta per il cessate il fuoco immediato e contro i bombardamenti che continuano a colpire i civili. Non possiamo restare neutrali di fronte a un tale massacro».
Infine, un messaggio netto a chi governa la Regione: «La vita umana viene prima di tutto. Le Marche devono schierarsi con chi subisce le bombe, non con chi le sgancia. Acquaroli non può fingere che questa vicenda non lo riguardi: se tace, si rende corresponsabile. Difendere la Palestina significa difendere l’umanità e i valori della nostra Costituzione. Io non resterò in silenzio, e porto questa battaglia anche nelle istituzioni».

 

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