Oggi il centrodestra, locale e regionale, si riempie la bocca di belle parole per difendere l’ospedale Santa Croce di Fano. Ma la verità è un’altra: hanno la memoria corta o, peggio, pensano che i cittadini l’abbiano. Fu proprio durante la giunta Aguzzi di cui facevano parte sia l’attuale sindaco Serfilippi che il deputato Carloni, infatti, che venne bocciata la mozione popolare del Movimento 5 Stelle del 2012, firmata da tantissimi fanesi, che chiedeva nero su bianco ciò che oggi tutti riconoscono come buon senso: salvaguardare il Santa Croce, evitare la speculazione del nuovo ospedale a Fosso Sejore, rafforzare i servizi sul territorio e dire basta agli sprechi. Quella mozione, costruita con i cittadini, conteneva sei motivi sacrosanti contro l’ospedale unico: tutela del territorio, posti letto adeguati, qualità della sanità davvero migliorata, niente sprechi di denaro pubblico, trasparenza e partecipazione, centralità della medicina territoriale. Il centrodestra la respinse in blocco, dimostrando che per loro la voce dei cittadini valeva zero.
Poi è arrivato il Covid e ha confermato che avevamo ragione noi: il problema non era costruire cattedrali nel deserto, ma ricostruire la sanità di prossimità, dare forza alla medicina territoriale, garantire assistenza diffusa e capillare. Oggi, nel 2025, insieme all’Alleanza per il Cambiamento siamo a denunciare che siamo rimasti senza territorio, con una sanità smantellata pezzo dopo pezzo e cittadini lasciati soli. Eppure, nonostante questo disastro, il centrodestra continua a rispolverare la favoletta dell’ospedale unico. È un argomento obsoleto e ridicolo, agitato solo per fare propaganda elettorale. Non c’è nessuna visione, nessuna strategia, nessuna volontà di ricostruire la sanità pubblica: solo slogan vuoti.
Il Movimento 5 Stelle, invece, non si limita a denunciare: noi proponiamo. Il nostro progetto è chiaro e concreto:
difesa e rilancio del Santa Croce come presidio ospedaliero fondamentale per Fano e il suo vasto territorio;
potenziamento della medicina territoriale, con case di comunità, medici di base e servizi di prossimità realmente operativi;
abbattimento delle liste d’attesa, utilizzando i fondi dedicati in modo serio e senza distrazioni;
centralità dei cittadini, che devono tornare ad avere voce nelle scelte sulla sanità pubblica.
Il Movimento 5 Stelle lo diceva più di dieci anni fa e lo grida ancora oggi: il territorio deve tornare al centro. Non ci faremo prendere in giro da chi ha già tradito la città e oggi tenta di rifarsi una verginità politica. I fanesi hanno buona memoria e non cadranno in questa trappola.
Marta Ruggeri, capolista del M5S per le elezioni regionali





















