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di Giorgio Girelli*

Il Giorno del Ricordo  rinnova devota memoria delle migliaia e migliaia di persone innocenti  che, solo perché italiane, finirono all’interno delle foibe, massacrate e fatte sparire  promuovendo anche  sentimenti di solidale  vicinanza ai Fratelli giuliani e dalmati, vittime di atroci sevizie, costretti ad abbandonare le loro abitazioni e terre. Comune di Pesaro e Prefettura di Pesaro e Urbino  sottolineano la vitale rilevanza dell’evento con una cerimonia arricchita dai saluti di Enzo Belloni, presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Paolini, presidente della Provincia, Andrea Biancani, sindaco di Pesaro  e del prefetto Emanuela Savera Greco cui seguiranno interventi di Milena Trolis, presidente del Comitato pesarese  della Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, nonché del pittore Riccardo Garbuglia. Sono previsti anche  momenti musicali a cura degli studenti del Conservatorio Statale Rossini.

A fronte della infondata diffidenza  con cui in molte località si assistette all’arrivo di questi profughi, Pesaro fu un esempio di provvida  e generosa accoglienza come dimostrano le misure di ospitalità adottate dal sindaco  del tempo Fastigi. Parlando di lui  Eugenio Vagnini, fondatore del Comitato giuliano-dalmati, riferisce: “Abbiamo avuto una accoglienza veramente fraterna” nonostante ” sapesse che non eravamo delle sue idee”. E brilla la poderosa “Opera Padre Damiani”, struttura cui con coraggio e molta fiducia nella Provvidenza don Pietro (che mi ha onorato della sua amicizia e spesso descritto gli incredibili  passaggi della sua “avventura”) dette vita  offrendo sede, vitto ed istruzione a migliaia di ragazzi giuliano-dalmati divenuti poi anche rinomati professionisti che mantennero un rapporto filiale con il loro Benefattore cui per molti anni dedicarono affollati “ritorni” a Pesaro. Nel suo documentato saggio “Dall’Istria a Pesaro” Pierluigi Cuccitto ne contestualizza storicamente e attentamente descrive le vicende. Il  “Ricordo” ed i profondi valori che lo ispirano e portano pure a rendere un particolare  omaggio alle Signore Milena Trolis e Marialena Tamino (il cui papà fu apprezzato docente al liceo classico Mamiani), autorevoli testimoni della Comunità giuliano-dalmata.

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*Presidente emerito del Conservatorio Statale Rossini

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