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Usa e Israele hanno lanciato pesanti bombardamenti sull’Iran causando la morte di migliaia di civili e una gravissima crisi regionale con effetti destabilizzanti per la pace e l’economia mondiale. I bombardamenti, iniziati mentre erano in corso le trattative di Ginevra e senza un pronunciamento della dichiarazione di guerra, segnano l’ennesima violazione del diritto internazionale con l’aggressione ad uno Stato sovrano come già accaduto in Venezuela e con i precedenti bombardamenti nell’area mediorientale. Il governo Trump non riconosce più nessuna legittimità agli organismi e ai trattati internazionali, sostituiti con la manifesta volontà dell’uso della forza militare per perseguire i propri interessi di potenza imperiale, con il chiaro  disprezzo degli organismi sovranazionali. I temi del nucleare e degli armamenti, della libertà della donna, e della lotta alla dittatura teocratica, già usati per giustificare l’aggressione all’Afghanistan, sono solo dei pretesti per seminare morte e distruzione come si è già visto con le aggressioni in Iraq, Libia, Siria, e da ultimo con il genocidio di Gaza. Si parla tanto di liberazione della donna e nel frattempo deliberatamente si colpisce una scuola femminile provocando la morte di duecento bambine. Così si è smascherata la propaganda di guerra che, ampliata dalla propaganda mediatica occidentale, nasconde e manipola la realtà. In verità ci sono due aggressori e un paese aggredito. I bombardamenti di Usa e Israele hanno colpito centrali nucleari per uso civile, con grave rischio di fuoruscita di emissioni radioattive. Sono stati colpiti, con buona pace dei diritti umani, gli ospedali e i centri dell’informazione pubblica. Morte e distruzione stanno riguardano ormai tutto il Paese. La guerra si sta allargando a tutta l’area mediorientale con danni incalcolabili per la pace e l’economia mondiale. Israele ha iniziato l’aggressione del Libano e l’aviazione, supportata dagli Usa, ha colpito obiettivi anche in Iraq. l’Iran ha risposto colpendo alcune basi militari Usa e le rappresentanze consolari e diplomatiche americane presenti nelle vicine monarchie del Golfo e ha chiuso lo stretto di Hormuz, dove transita il 20% del traffico petrolifero mondiale. L’intera economia sta subendo pesanti ripercussioni, le bollette energetiche e il prezzo dei carburanti stanno già registrando impennate con gravi conseguenze sull’inflazione e la stabilità economica. Ci appelliamo al popolo italiano, che ha riempito le piazze in solidarietà del popolo palestinese, perché ora reclami l’immediato cessate il fuoco e il ripristino della legalità internazionale. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento, affinché l’Italia si faccia promotrice di una mediazione per l’immediato cessate il fuoco e non autorizzi l’uso delle basi Usa in territorio italiano per operazioni militari che coinvolgano Nato e UE.

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