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da Comitato Ciclovia del Metauro

Lo studio di fattibilità di un anello ferroviario tra le vallate di Metauro e Foglia può essere utile per una metropolitana di collegamento tra costa ed entroterra. E non si parte da zero perché uno studio esiste già e riguarda l’ex ferrovia metaurense; però confermerà che l’anello non può interessare la Fano Urbino; infatti, è la stessa Regione Marche a riconoscere che un treno (e la metropolitana lo è) non può passare all’interno dei quartieri esistenti lungo i binari. Quindi, bisognerebbe trovare un percorso alternativo al di fuori di quello vecchio, tra l’altro in continuo degrado.

Lo ha confermato uno specialista della materia che ha analizzato il ponte di Tavernelle, costruito in mattoni a inizio Novecento e ovviamente senza garanzie antisismiche; inoltre, è evidente che da decenni non abbia avuto alcuna manutenzione; in pratica, dovrebbe essere rifatto, come tutti gli altri che si trovano nelle stesse condizioni. Idem per le gallerie che, oltre ad avere misure insufficienti, sono a rischio crolli; per questo, serve il casco se possono essere percorse a piedi, oppure sono chiuse con cancellate; impensabile il passaggio di un treno anche se qualcuno, incredibilmente, ancora fa credere che ciò sia possibile. Solo per rifare ponti, viadotti e gallerie, a parte tutto il resto, servirebbero enormi investimenti privati, visto che l’operazione dovrebbe essere “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica” (l.n. 128/2017,  art. 11).

Proprio per questo è inutile spendere altri soldi per un nuovo studio di fattibilità (sarebbe il terzo); basta quello concluso 5 anni fa da RFI, costato ben un milione e 350mila euro e mai pubblicato; i suoi risultati sono indispensabili anche perché dimostreranno, per esempio, che lungo il percorso attuale esistono frane in grado di smuovere i binari con le prevedibili conseguenze per treni in corsa; è invece possibile, una volta sistemato il sedime, il passaggio di biciclette e pedoni grazie ad una ciclovia realizzabile anche in breve tempo e a basso costo; si tratta infatti di un’infrastruttura “leggera” e reversibile, comunque necessaria per la mobilità quotidiana e l’economia turistica della valle del Metauro.

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Nelle immagini, il ponte di Tavernelle e la vicina galleria

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